S. Ambrogio gli indirizzò una lettera nell'apr. del 393 (Ep., 59 [85]; PL 16, 1232-33) e pare accenni a S. una lettera del retore Simmaco (Ep. lib., VII, 51; ed. O. Seeck, in MGH, Auct. antiquiss., VI, 1 [1883], p. 191). Gesta episcoporum Neapolitanorum (ed. G. Waitz, in MGH, Scriptores rerum Langobard. et Ital. [1878], pp. 404-405) assegnano a S. la fondazione di 4 chiese e del monastero, detto poi dei SS. Martino e Potito martire. S. fu sepolto in una cripta del cimitero detta di S. S., donde poi fu trasportato nella Basilica Severiana o di S. Giorgio Maggiore da lui eretta e che fu ornata di splendidi nusaci. È ricordato al 29 apr. nel Calendario marmoreo e al 30 nel Martirologio romano. In quanto alla sua Vita (BHL 7676), non è che un volgare amalgama di composizioni agiografiche che non riguardano S. con la breve notizia dei Gesta. L'opuscolo dei Miracula di S. (ibid. 7677) fu scritto ca. il 1046.
SEVERO, VESCOVO DI NAPOLI, SANTO
BIBL.: Martyr. Romanum, p. 164; H. Achelis, Die Bischofs-hronik von Neapel, Lipsia 1930, pp. 16-17; H. Delehaye, Hagiogr. Napoli., in Anal. Bolland., 59 (1941), pp. 17-19; D. Mallardo, Il Calendario marmoreo di Napoli (Biblioth. Ephem. Lit., 18), Roma 1947, pp. 45, 48-50, 150.