SEVERO, vescovo di RAVENNA, santo. - È l'ultimo dei 12 vescovi ravennati chiamati « colombini » perché, secondo la leggenda, designati all'elezione da una colomba posatasi sul loro capo. Così sarebbe accaduto a S., semplice tessitore, presente all'assemblea radunata per eleggere il vescovo.
Non si conosce la durata del suo episcopato; si sa però che prese parte al Concilio di Sardica (343), di cui firma i canoni e la lettera sinodica al papa Giulio (Mansi, III, 39, 42). M. il 1° febbr. e il suo giorno emortuale è inserito nel Martirologio geronimiano che lo ricorda anche al 1° genn. per un errore. Fu sepolto nel cimitero del « Vicus Salutaris », fuori Classe, e sulla sua tomba sorse un sacello detto di S. Ruffillo. Il suo culto si affermò assai presto tanto che i vescovi Pietro III (578) e Giovanni II (578-95) gli eressero una grandiosa basilica « in regione quae dicitur Salutaris », detta poi Severiana, distrutta nel sec. xv. Giovanni II vi trasportò le reliquie di S., di Vincenza e Innocenza, rispettivamente moglie e figlia di S., e le pose in un sarcofago nel centro della Basilica. Reliquie di S. furono ritrovate, nel 1871, nella capsella argentea (sec. v) di Grado. In Germania il culto di S. si diffuse in seguito al trasporto a Magonza e poi a Erfurt delle sue reliquie per opera dell'arciv. Otgaro (826-47) che le acquistò a Pavia dal chierico franco Felice, il quale le aveva trafugate prima dell'830. I più antichi documenti biografici che si hanno su S. sono la notizia di Agnello (ca. 830-32) e la Vita, seguita dalla translatio, del presbitero maguntino Liutolfo (poco dopo l'856: ed. L. v. Heinemann, in MGH. Scriptores, XV, 1 [1887], pp. 289-93). L'arcivescovo di Magonza Carlo (856-63) concesse parte delle reliquie di s. Innocenza alle monache di Altenmünster.
SEVERO, vescovo di RAVENNA, santo - Musaico del sec. VI raffigurante s. S. Ravenna, chiesa di S. Apollinare in Classe.(fot. Anderson)
È il patrono dei tessitori e filatori di lana e delle guardie di polizia. Il Martirologio romano lo ricorda al 1° febbr.
Bibliografia9 operetutti i testi agiografici su S. in BHL, 7679-84, Supplementum, p. 279; Martyr. Hieronymianum, pp. 21, 72; Martyr. Romanum, pp. 44-45; Agnell
BIBL.: tutti i testi agiografici su S. in BHL, 7679-84, Supplementum, p. 279; Martyr. Hieronymianum, pp. 21, 72; Martyr. Romanum, pp. 44-45; Agnello, Codex Pontif. Eccles. Ravennatis (ed. A. Testi Rasponi in RIS, II, parte 3°, Bologna 1924), I, pp. 42-56, per la Basilica Severiana cf. pp. 226, 243-44; F. Lanzoni, S. S. vesc. di Ravenna nella stor. e nella leggenda, in Atti e mem. della R. Dep. di st. patr. per la prov. di Romagna, 1911, pp. 325-96; 1912, pp. 350-96; H. Delehaye, L'hagiographie ancienne de Ravenne, in Anal. Boll., 46 (1929), p. 26; G. Lucchesi, Note agiograf. sui primi vesc. di Ravenna, Faenza 1941 (estr. dal Boll. dioc. di Faenza), pp. 81-95. Per l'iconografia, cf. K. Künste, Ikonographie der christl. Kunst, II, Friburgo in Br. 1926, pp. 531-32; J. Braun, Tracht und Attribute der Heiligen in der deutschen Kunst, Stoccarda 1943, coll. 636-58.
Frutaz, Amato Pietro. “Severo, vescovo di ravenna, santo.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XI, coll. 466–467. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/severo-vescovo-di-ravenna-santo.
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Frutaz, Amato Pietro. “Severo, vescovo di ravenna, santo.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 466–467. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/severo-vescovo-di-ravenna-santo.
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