SIMEONE NEMANJA

SIMEONE NEMANJA. - N. ca. il 1114 a Ribnica (oggi Podgorica nel Montenegro), dove suo

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(fot. Biblioteca Vaticana)

Simeone StiLta il Vecchio, santo - Il Santo in atto di preghiera; a destra, un monaco intento ad ascoltarlo. Ai piedi della colonna e a sinistra alcuni arabi. Miniatura del Monolagio di Basilio II (976-1925) - Biblioteca Vaticana, cod. Vat. gr. 1612, 1. 2.
padre si era rifugiato dalla Rascia in seguito ad una somnossa, vi fu battezzato con il nome di Stefano Nemanja, secondo il rito latino, ma ritornato in Rascia fu ribattezzato secondo il rito greco dal vescovo del luogo.

Diventato nel 1172 come supremo (veliki sapan) della Rascia, ne fece il nucleo del futuro Stato serbo, cominciando di lì l'espansione territoriale, che fu continuata fino al 1371 dai suoi successori, tutti con il nome di Stefano. Ma sui Serbi l'influsso religioso dell'"ortodossia" bizantina era più forte di quello dell'Occidente latino; perciò la loro espansione verso l'Occidente fu costantemente accompagnata dalla diffusione dell'"ortodossia". Però sotto la dinastia dei Nemanja le relazioni con Roma continuarono, particolarmente intense in Zeta, dove l'influsso cattolico era allora potente. Così papa Clemente III in-dirizzò (25 nov. 1189) una lettera « Dilectis filiis, nobilibus viris Megajupano, Strascimiro et Miroslavo », fratelli di Stefano, nella quale raccomandava l'arcivescovo di Ragusa Bernardo, che aveva giurisdizione sui territori di questi due principi e su quello della Rascia. Nemanja poi inviò doni alle basiliche dei SS. Pietro e Paolo a Roma e di S. Nicola a Bari, e fu sempre ostile alla setta dei Bogomili, facendo di tutto per estirparla dalla Serbia. Il 25 marzo 1195 Nemanja abdicò al trono, si fece monaco con il nome di S. e visse in vari monasteri della Serbia, alcuni dei quali fondati da lui e fra essi le celebre monastero di Studenica, tuttora esistente. Nel 1197 si recò sul Monte Athos dove già si trovava suo figlio Sabba, e fondò il monastero di Hilandar, divenuto in seguito centro della cultura religiosa serba, dove S. N. morì il 13 febbr. 1200.

La Chiesa serba lo celebra come santo al 13 febbr., mentre le sue reliquie dall'Hilandar furono più tardi trasportate a Studenica.

BIBL.: K. Jireček, Geschichte der Serben. I. Gotha 1911; V. Corović, Istorija Jugoslavije; id., Nemanja Stevan, in Na-dna enciklopedija srpsko-hrvatsko-slovenčkih, III, Zagabria 1928, pp. 46-47, ed. Stanojević; R. M. Grujić, Pravoslavna srpska crkva, Belgrade 1920; A. Hudal, Die serbisch-orthodoxe Natio-nalkirche, Graz-Lipsia 1922. Filippo Luksa