SIMONE. - Due personaggi evangelici, che invitarono Gesù a mensa, da alcuni a torto identificati.
1. S. «il fariseo» invitò Gesù a mensa (Lc. 7, 36-50) quando l’anonima «peccatrice», Maddalena (v.), entrò nella sala del convito e sparse un vaso di profumi sui piedi del Signore. L’accoglienza che aveva fatta a Gesù non era stata molto cortese (vv. 44-46). Allo scandalo che S. provò per il gesto della donna, Gesù rispose con la parabola del creditore e dei due debitori e ne fece trarre la conclusione allo stesso S. (vv. 39-43). Per l’analogia con l’episodio di Bethania (Mt. 26, 6 sgg.; Mc. 14, 3 sgg.; cf. Io. 12, 2 sgg.), S. fariseo è stato confuso qualche volta (anche nell’antifona dei I Vespri di S. Maria Maddalena, Brev. Rom. 22 luglio) con S. il lebbroso.
2. S. «il lebbroso» accolse Gesù nella sua casa e gli offrì un convito il giorno prima del solenne ingresso a Gerusalemme (Mt. 26, 6 sgg.; Mc. 14, 3 sgg.); in quella occasione Maria sorella di Lazzaro (cf. Io. 12, 2 sgg.) sparse sui piedi di Gesù una libbra di nardo purissimo, provocando il risentimento di Giuda Iscariota. Come si deduce dal soprannome, S. era stato affetto da lebbra e poi guarito (probabilmente da Gesù) Gaetano Stano.

provocando il risentimento di Giuda Iscariota. Come si deduce dal soprannome, S. era stato affetto da lebbra e poi guarito (probabilmente da Gesù) Gaetano Stano.