SIMON, RICHARD. - Biblista francese, n. a Dieppe il 13 maggio 1638, m. ivi 1711 apr. 1712. Nell’ott. 1659 entrò nell’Oratorio, uscendone ca. un anno dopo per ritornarvi nel 1662. Per qualche tempo insegnò a Juilly; si occupò di manoscritti orientali a Parigi (1665). Nel 1670 fu ordinato sacerdote; ma il 21 maggio fu espulso dall’Oratorio a causa della forte opposizione suscitata contro di lui per alcuni suoi libri. S. si ritirò prima a Bolleville in Normandia, quindi, eccettuato un breve periodo trascorso a Parigi, nella sua nativa Dieppe.
Fra le varie sue opere, alcune delle quali pubblicate sotto pseudonimi, le più importanti sono: Fides Ecclesiae orientalis seu Gabrielis Philadelphiensis opuscula (Parigi 1671); Histoire critique du Vieux Testament (ivi 1678), in cui limita alla parte legislativa l’autenticità mosaica del Pentateuco, che nella forma attuale sarebbe dovuto ad Esdra: opera messa all’Indice il 10 dic. 1682; Histoire critique du texte du Nouveau Testament (Amsterdam 1689); Histoire critique des versions du Nouveau Testament (Rotterdam 1690: all’Indice insieme alla precedente il 22 sett. 1693); Histoire critique des principaux commentateurs du Nouveau Testament (ivi 1693); Nouvelles observations sur le texte et les versions du Nouveau Testament (Parigi 1695).
Molto più filologo che teologo, S. è considerato fra i pionieri della critica biblica. Molte sue osservazioni ora sono guardate con ammirazione; ma al suo tempo l’audacia di talune affermazioni non poté non essere ritenuta per rivoluzionaria. Per questo fu oggetto di aspre polemiche, anche a causa del suo carattere violento, da parte dei cattolici e dei protestanti. Fra i razionalisti alcuni (p. es., J. S. Semler) lo esaltarono con entusiasmo, mentre altri non gli risparmiarono critiche. Fra i cattolici si mostrò molto duro Bossuet, che compose fra l’altro contro il S. la Défense de la tradition et des saints Pères (edita solo nel 1763): ma se il grande oratore appare buon teologo, non è sempre altrettanto felice nell’esame dei testi scritturistici e patristici.