SIMONE II

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SIMONE II. - Sommo sacerdote contemporaneo di Gesù il Siracide, che lo descrive nel suo libro (Eccli. 50, 1-24). È detto figlio di Onia (Flavio Giuseppe, Antiq. Iud., XII, 225), ma il nome Onia forse è solo una forma abbreviata o vezzeggiativa di Jóhânân, come ha il testo ebraico.

A S. vengono attribuiti il restauro e la fortificazione del Tempio, lo scavo di una capace cisterna, la ricostruzione e il riattamento delle mura di Gerusalemme. Il Siracide descrive con colori visivi e con entusiasmo il suo comportamento durante le solenni funzioni li-

Simone II - Simone Cireneo

Beda, Super Acta Ap., 1: PL 92, 943). Questa identificazione, sostenuta pure da diversi moderni con J. Freundorfer, può essere confermata dal fatto che in Mt. 10, 3, invece di Thaddaeus, hanno Judas zelotes diversi codici dell'antica latina (abghq), e dalla vicinanza di questo Giuda (Taddeo) con Simone in Mt. 13, 55 e Mc. 6, 3 nell'elenco dei fratelli di Gesù» (v.). Accettando questa ipotesi, si potrebbe applicare all'apostolo S. cananeo o zelota quanto Egesippo ed altri antichi applicano a Simone, fratello di Gesù, successore di Giacomo, pure fratello di Gesù (e probabilmente apostolo, V. Giacomo il suo) nella direzione della Chiesa di Gerusalemme. Il nome Simone è la forma semitica di S. Questi avrebbe governato la comunità dal 62 al 107, a Gerusalemme e poi a Pella, dove, a motivo della guerra giudaica, si erano trasferiti i cristiani. S. avrebbe subito il martirio all'età di 120 anni, sotto l'imperatore Traiano e il governatore Attico (cf. s. Girolamo, Chronicon, ed. R. Helm, Berlino 1913, pp. 192-94). Secondo una tradizione abissina S. lo zelota, dopo aver esercitato l'apostolato in Samaria e l'episcopato a Gerusalemme, sarebbe stato crocifisso. Diverse raffigurazioni antiche lo presentano in croce. Secondo altre tradizioni, più o meno leggendarie, avrebbe evangelizzato anche altre regioni ed avrebbe subito il martirio della sega. Nella liturgia latina si festeggia l'apostolo S. assieme a Giuda il 28 ott.; in qualche martiro-logo occidentale il 10 luglio, presso i Greci e i copti il 10 maggio. S. vescovo di Gerusalemme è invece festeggiato dal Latini il 18 febbr., dai Greci e dai Siri il 27 apr. il 18 sett.

Bibl.: Acta SS. Octobris, XII, Parigi 1867, pp. 421-27; BHL, 1150, 1122 (28); Suppl., p. 284; Sgg.: BHG, 231; BHO, 234 sq.; M.-J. Lagrange, Ev. selon st Marc. 4° ed., Parigi 1939, p. 67; J. Freundorfer, Simon Zelotes, in LTHK, IX, col. 570 sq.; Martyr. Romanum, pp. 481-82.

Simone di Bisignano. - Giurista, oriundo di signano (Cosenza), vissuto nel sec. XII.
Fu seguace di Graziano; terminò di comporre tra il marzo 1177 e il marzo 1179 la sua Summa, che può considerarsi una glossa e una prosecuzione del Decretum Gratiani, in quanto utilizza la legislazione pontificia successiva. Tutta la sua opera (Summa e Glossa) è inedita e sparsa in codici di Bamberga, Augusta, Londra, Parigi, Roma, Rouen; è importante per l'indipendenza di criteri, la razionalità e sistematicità della critica e per l'influenza sui sommiti e glossatori posteriori.

Bibl.: J. F. Schulte, Gesch. der Quellen und Literat. des Can. Rechts, I, Stoccarda 1875, pp. 140-42, 225; Hurter, II, col. 209; J. Junker, Die Summa des S. von B. und seine Glossen, in Zeitsch. der Savigny-Stift. für Reschtshesch., Kan. Abt., 15 (1966), pp. 326-50; S. Kuttner, Kanonist. Schullehre von Graziani bis auf die Dekretalen Gregors IX., Città del Vaticano 1935, passim; id. Repertorium der Kanonistik (1940-1943), 1937, passim; A. van Hove, Prolegomena. Malines-Roma 1945, pp. 428-83.

Simone II Cireneo. - Cirene (v.), città della Pentapoli di Libia, ove una fiorente colonia giudaica era in continue relazioni con Gerusalemme (Flavio Giuseppe, Antiq. Iud., XIV, 7, 2; XVI, 6, 1).

Alleviò Gesù dal peso della Croce sulla via del Calvario: tornava dalla sua campagna, quando venne fermato dal centurione (requisizione e personale) e costretto a portare la Croce in luogo di Gesù stremato di forze (Mc. 15, 21; Mt. 27, 32; Lc. 23, 26).

L'episodio è consacrato dalla pietà dei fedeli nella stazione della Via Crucis, assegnandone il luogo, dal sec. XIII, all'incrocio della via di Iosaphat con quella della valle del Tyropeon, più tardi all'uscita della Porta giudiziaria. Si sa da Mc. 15, 21 che S. era «padre di Alessandro e di Rufo»: il primo è probabilmente quello menzionato in Act. 19, 33, RUFFO (v.) era forse quella persona insigne della cristianità di Roma, la cui madre, cioè nell'ipotesi la moglie di S., è chiamata da S. Paolo «madre» propria (Rom. 16, 13).

Bibl.: L. Fonck, La patria del Cireneo, in Civ. Catt., 1912, 1, pp. 513-28, 641-50; L. C. Fillion, Vita di N. S. Gesù Cristo, trad.

Simone, Apostolo, santo - S. Chiamato «il cananeo» (ὁ Καννανάτος, oppure ο ὁ Καννανάτης nei cod. SADW 13 ecc.) in Mt. 10, 4 e Mc. 3, 18; «lo zelota» (ὁ Ζηλωτής) in Lc. 6, 15 e Act. 1, 13. Il titolo «cananeo» non significa «oriundo da Cana» come pensavano s. Girolamo ed alcuni autori greci, copti, etiopi, che, talora, l'hanno identificato con Nathanael (v.) di Cana, o con lo sposo delle nozze ivi celebrate (Io. 2, 1 sgg.), ma deriva dall'aramaccio qan'ānā', che significa «zelota» o «zelante». Forse aveva ZELOTI (SICARI) (v.), oppure aveva avuto zelo per la legge e le tradizioni giudaiche. Nel Nuovo Testamento altro non si ha di lui che il nome.

Parecchi antichi lo identificano con S. fratello (cugino) di Gesù (v.) cf. Chronicon Pasch.: PG 92, 591. 607, 610; Ps. Ippolito, De XII Apostolis: PG 10, 953;

Article illustration
(da V. LETARGIA. Les pauntiers mes latins des bibl. pub. de France, Mâcon 1918-11, taw, 1931
Simone, apostolo, santo - S. S. con l'intrumento del martirio. Miniatura di Andre Bosuneveu. Saliveio del Duca di Berry (fine sec. xiv) - Parigi, Bibl. naz. ms. franc. 13091, f. 26.