SIMONE DI TOURNAI

SIMONE di TOURNAI. - Teologo, n. a Tournai ca. il 1130, m. a Parigi ca. il 1201.

Probabilmente discepolo, a Parigi, di Eudes (Odon) di Soissons, quando questi si ritirò tra i Cistercensi di Ourscamp (1165) fu raccomandato a Maurizio di Sully quale «vir probatus scientia sed probatior vita» perché gli succedesse nella sua prebenda parigina. Il vescovo

Article illustration
SIMONE STOCK, santo - La Madonna porge al Santo lo scapolare del Carmine. Dipinto di G. B. Tiepolo, nel soffitto della sala superiore della Scuola dei Carmini (1739-44) - Venezia.
(fot. Alinari)
Maurizio conferì il beneficio ad altri, ed Eudes se ne lamentò presso Alessandro III (lettera in J. B. Pitra, Analecta novissima spicilegii Solesmensis, altera continuatio, II, Frascati 1888, p. xxix sgg.). Succeduto nell'insegnamento al maestro (1165), gli fu poco dopo conferito un beneficio a Tournai e sostenne varie controversie, per mancata residenza, fino al pieno riconoscimento da parte di Stefano vescovo di Tournai (1192-1203). La sua cattedra fu, per qualche tempo, la più brillante di Parigi, anche per il carattere aperto e l'arguzia del suo titolare, che pertanto si procurò diverse inimicizie.

Scrisse: Summa theologica, o Institutio in sacra pagina (inedita, in sei manoscritti; cf. Glorieux [art. cit. in bibl.], col. 2126) divisa in 8 parti, in cui è svolta tutta la teologia, con preferenza per il de sermone theologico, de Deo e de paenitentia; Expositio in symbolum Athanasii (ed. in Bibliotheca Casinensis: Florilegium, IV, Montecassino 1880, pp. 322-46); Abbreviatio in sententiis Petri Lombardi (ms. di Troyes 1371): semplice compendio del Lombardo; Disputationes (ed. J. Warichez, Les disputationes de Simon de Tournai, in Spicilegium sacrum Lovaniense, XII, Lovanio 1932): opera principale e più originale, ove in 102 discussioni (la disputatio raggiunse dignità scientifica con S. di T.) tocca quasi tutti gli argomenti di dogmatica e di morale, con abilità dialettica e con costante ricorso alle fonti, mostrandosi sinceramente tradizionalista e totalmente ortodosso (in contrasto con le dicerie messe in giro sul suo conto). Ammiratore di Aristotele, si rese più indipendente da s. Agostino nelle questioni controverse, ma riuscì a determinare in una felice formula i limiti e i rapporti della ragione con la fede: «Apud Aristotelem argumentum est ratio faciens fidem, sed apud Christum argumentum est fides faciens rationem. Unde Aristoteles: intellige ut credas, sed Christus: crede et intelliges» (esordio del commento al Quicunque). Il suo influsso fu notevole alla fine del sec. XII e all'inizio del sec. XIII: seguito da Alano di Lilla e da Martino de Fugeriis, venne citato con onore da Guglielmo di Auxerre e da s. Alberto Magno.

BIBL.: M. Schmaus, Die Texte der Trinitätslehre in den Sententiae des Simon von Tournai, in Rech. de théol. anc. et méd.,

4 (1932), pp. 59-72, 187-98, 294-307; H. Weisweiler, Die Buslehre Simons von Tournai, in Zeitsch. für hath. Theol., 52 (1932), pp. 190-230; P. Glorieux, s. V. in DThC, XIV, coll. 2128-29 (con bibl.); E. De Clerk, Droits du démon et necessité de la Rédemption: les écoles de Abélard et de Pierre Lombard, in Rech. de théol. anc. et méd., 14 (1947), pp. 51-56; D. van den Eynde, Deux sources de la Somme théol. de Simon de Tournai, in Antonianum, 24 (1949), pp. 19-42; J. N. Garvin, Peter of Poitiers and Simon of Tournai on the Trinity, in Recherches de théol. anc. et méd., 16 (1949), pp. 314-16. Antonio Piolanti

Cite this article

“SIMONE DI TOURNAI.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), p. 393. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/simone-di-tournai.