SIMONETTA, LUDOVICO

SIMONETTA, Ludovico. - Cardinale, n. da nobile famiglia a Milano ca. il 1500, m. a Roma il 30 apr. 1568. Si laureò in diritto. Nipote del card. Giacomo, ebbe per rinuncia di lui il vescovato di Pesaro il 19 dic. 1537 (sino al 9 maggio 1561) e partecipò come tale, fin dal 3 maggio 1545, al Concilio di Trento. Sospeso questo nel 1549, ritornò a Roma, dove fu nominato referendario della Segnatura e datario di Pio IV. Il 26 febb. 1561 fu creato cardinale e, il 10 marzo, legato al Tridentino.

Riaperto il Concilio il 18 genn. 1562, sorsero vivissime dispute se fosse quello un nuovo Concilio o una prosecuzione delle altre due fasi, se la materia da trattarsi dovesse essere presentata solo dai legati, sul salvacondotto da concedersi ai protestanti e sul diritto di precedenza. Solo l'abilità del S., il suo ascendente sui Padri e la sua intransigenza nell'attuare le disposizioni pontificie riuscirono a sormontare tali ostacoli. Quale legato canonista, dove presiedere alla formulazione degli articoli di riforma, correggendo gli schemi presentati dai legati imperiali spagnoli e da parte del legato card. Serpando. Ad arrestare i lavori risorse la questione sulla residenza prospettata sotto il duplice aspetto pratico e teorico. Risultata inutile la votazione, il S. chiese consiglio al Papa, il quale volle inviare due nuovi legati, sostituendo il presidente card. Gonzaga. Il Papa recedé però dalla proposta per l'intervento del Borromeo; e ordinò al S. di vigilare e preparare i canoni di riforma, evitando la spinosa questione della residenza. Giunti a Trento gli ambasciatori spagnoli e francesi, il S. si dimostrò abilissimo diplomatico nel cattivarsi la loro benevolenza e nel convincerli a servire fattivamente la causa del Concilio. Ma l'intransigenza dei prelati franco-spagnoli e le nuove vivissime discussioni sulla residenza minacciarono il naufragio del Tridentino. La discordia dei legati aumentò la confusione, finché il S., pur tacciato di eccessivo curialismo, s'impone all'assemblea ecumenica e, forte dell'appoggio pontificio, contribuì a far proseguire il Concilio. Tornato a Roma dopo la fine del Concilio, venne creato prefetto del tribunale del S. Uffizio.

BIBL.: E. Sol, Il card. L. S. datario di Pio IV e legato al Concilio di Trento, in Archivio della Società romana di storia patria, 26 (1903), pp. 185-247; J. Susta, Die römische Kurie und das Konzil von Trient, I, Vienna 1904, pp. LXVII sgg.; Pastor, V. passim. Benedetto Lega