SINCLETICA, santa. - Oriunda della Macedonia, n. ad Alessandria e m. ivi ca. il 400.
Rinunciato al matrimonio per consacrarsi a Dio, distribuì alla morte dei genitori la sua assai pingue eredità ai poveri e si ritirò con la sorella cieca in una caverna sepolcrale abbandonata, dove alla presenza di un sacerdote rinnovò la sua piena rinuncia al mondo e la sua definitiva consacrazione a Dio. Avrebbe voluto condurre la sua vita di preghiera e penitenza nel più grande nascondimento; ma la fama delle sue virtù, sparsasi presto intorno, raccolse sotto la sua direzione gran numero di persone, alle quali con molta fermezza e profondità insegnava i doveri del loro stato e specialmente l'umiltà e la fiducia in Dio. Negli ultimi anni della sua vita, oltre a molte vessazioni del demonio, fu torturata da un cancro alla bocca, che la sfigurò e ne rese insopportabile la vista; ma tutto ella accolse con serenità e con gioia fino alla morte, che la colse a 84 anni. Festa, presso i Greci, il 4 genn.; nel Martirologio romano, il 5 genn.