SISARA (EBR. ŠIŠERĀ')

SISARA (ebr. Šišerā'). - 1. Capo militare agli ordini di Iabin, re della città cananea Asor, che aveva il suo quartiere generale ad Hārōšeth hag-gōjim (el-Harijijh, a sud-est del Carmelo), donde per 20 anni «opprimeva duramente Israele». Contro Debora (v.), che per l'azione militare si servì di Barac. Questi si accampò sul Thabor, contando specialmente sulla presenza della profetessa tra le truppe combattenti.

S., quantunque fosse sceso in campo con un numero superiore di armati e 900 carri da guerra cananei, nello scontro decisivo avvenuto sul torrente Cison, al centro della valle dell'Esdrelon, un poco a nord della linea fra Thanac e Mageddo, ebbe le forze travolte dall'entusiasmo avversario e fuggì a piedi. Si diresse verso la sua sede a Hārōšeth hag-gōjim, ma prima di giungervi, a Cades di Esdrelon (Tell Abū Qudeja), spossato dalla fatica e dalla sete, cercò ricetto presso Iahel, moglie del cineo

Haber. La donna accolse il fuggitivo, ma quando egli si fu addormentato, lo uccise, conficandogli nel cranio un piuolo della tenda, con un colpo di martello (Iudc. 4, 31). La morte obbrobrosa del nemico vinto è oggetto di larga parte della celebrazione epico-lirica, nota come «Cantico di Debora» (Iudc. 5).

2. CANANEI (v.) tornati dall'esilio con Zorobabel (Eid. 2, 53).

BIBL.: L. Desnoyers, Histoire du peuple hébreu, I, Parigi 1922, pp. 140-49, 390-92; G. Ricciotti, Storia d'Israele, I, Torino 1932, pp. 294-297. Giovanni Rinaldi
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“SISARA (EBR. ŠIŠERĀ').” Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), p. 460. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/sisara-ebr-sisera.