SIVANTZE, DIOCESI di. - Suffraganea di Suiyūan, è situata nella parte settentrionale della provincia civile di Chagar (Mongolia), ha una superficie di 250.000 kmq. e una popolazione di 1.000.000 di ab. di cui 39.356 cattolici.
Il 28 giugno 1840 venne distaccato dal vicariato apost. di Manciuria quello di Mongolia, che l'11 dic. 1883 fu diviso nei tre vicariati di Mongolia meridio-occidentale, orientale e centrale; quest'ultimo il 14 marzo 1922, fu diviso in due circoscrizioni: missione sui iuris di Mongolia esteriore (Urga) e vicariato apost. di Tchagar, che il 3 dic. 1924 assunse la odierna denominazione di S. Nel 1929 il territorio fu dismembrato per l'erezione del vicariato apost. (oggi diocesi) di Tsining. Il vicariato apost. di S. fu elevato a diocesi in data 11 apr. 1946. Il 18 genn. 1948, per distacco dalla diocesi di Suanhwa, venne annessa alla diocesi di S. la parte della città di Kalgan, che si trova ad occidente del fiume Ts'ing Choeiho.
La chiesa di S. è un grande edificio di stile romanico, dominato da due torri e può contenere ca. due mila persone. A lato della chiesa sono raggruppate le opere della missione: scuole, seminario, orfanotrofio, dispensari, comunità religiose. Contrariamente alla grande maggioranza delle cristianità agricole di questa regione, S. non fu, in quanto villaggio, fondato dalla Chiesa. Secondo la tradizione, il primo anno di Choent-che, cioè nel 1644, una famiglia di nome Tchang, originaria di Moukden, venne a fissare la dimora in questo luogo. Cinquant'anni più tardi, questo borgo contava già un discreto gruppo di
cristiani, che si riunivano in una cappella e, in segno del loro spirito di comunità, seppellivano i propri morti in un cimitero comune. Più tardi furono visitati, pericolamente, da alcuni sacerdoti di Pechino. Durante la persecuzione del sec. XVIII vissero rifugiati sulle montagne che racchiudono il villaggio di S. Nel 1836 i padri Lazzaristi fondarono la prima scuola per ragazzi e impiantarono, in seguito, una stamperia per fornire testi scolastici. Il 6 dic. 1865 giunsero in Mongolia i missionari di Scheut, guidati dal loro fondatore, il p. Verbist. Con la morte di mons. Leone de Smedt, deceduto in seguito alle sofferenze sopportate in carcere, sotto il regime comunista, il 25 ott. 1951, la missione è passata al clero secolare cinese. Secondo dati statistici anteriori all'attuale dominazione comunista in Mongolia, il personale missionario era il seguente: sacerdoti: nazionali 38, esteri 47; seminaristi maggiori 14; suore: nazionali 74 e estere 12.
