SOCIETÀ DELLA CROCE ROSSA
SIA. - La C. R. è un organismo internazionale, a carattere universale, operante in tutti gli Stati del mondo, giuridicamente regolato da convenzioni firmate da tutti i governi, ed ha propri statuti approvati in varie conferenze internazionali. Il suo emblema, costituito da una C. R. di cinque quadrati in campo bianco, riconosciuto come segno del privilegio di neutralità in tempo di guerra e simbolo di solidarietà umana in tempo di pace, al di sopra di ogni considerazione razziale, politica e di diversità di religione, è costituito dai colori invertiti della bandiera della Confederazione svizzera, nazione che ha dato origine alla formazione giuridica di tale movimento e che ne ospita attualmente le organizzazioni internazionali. Per i paesi musulmani si è consentito che il segno di neutralità fosse rappresentato dalla mezzaluna rossa, o dal leone e sole rosso; ma sono allo studio risoluzioni per ottenere la unificazione del simbolo di neutralità nel segno della C. R. in campo bianco.
1. ORIGINE
Si doveva pervenire fino alla seconda metà del sec. XIX per avere le prime timide affermazioni del concetto che il ferito di guerra non poteva più essere considerato un nemico e come tale aveva diritto all'assistenza ed al rispetto. L'italiano Ferdinando Palasciano, chirurgo nell'esercito borbonico di Napoli, può considerarsi il primo assertore del concetto della neutralità del ferito in guerra; concetto che egli sostenne a prezzo di personale sacrificio fin dal 1848 nell'assedio di Messina e che ribadì solennemente nel 1861 all'Accademia Pontianiana di Napoli.Quest'idea trovò strenua attuazione nel ginevrino Enrico Dunant, riconosciuto come il fondatore della C. R. Accanto a lui va ricordato il sacerdote d. Lorenzo Barzizza, il quale fu a capo della Commissione civica che a Castiglione delle Stiviere provvise ai problemi di assistenza sanitaria dei feriti della battaglia di Solferino. L'esempio del Barzizza e il terrificante spettacolo di migliaia di feriti impressionarono il Dunant, turista allora in quel territorio (cf. L. Barzizza, Il dimenticato animatore della C. R., Brescia 1952). Un volume del Dunant Un souvenir de Solferino (1862) ebbe grande e profonda eco in tutto il mondo e le sue conclusioni umanitarie, esaminate e discusse dalla filantropica Società di pubblica utilità di Ginevra, portarono alla costituzione di un comitato, i cui lavori sfociavano in una riunione, tenutasi dal 26 al 29 ott. 1863, nell'Ateneo di Ginevra, con la partecipazione dei rappresentanti di 16 Stati. Questa riunione («Conferenza preliminare di Ginevra»), approvò, tra l'altro, una Risoluzione che, sancito il principio del rispetto e della cura dei malati e dei feriti in guerra, stabiliva che le comunicazioni tra i comitati di soccorso delle diverse nazioni avrebbero dovuto svolgersi per il tramite del Comitato ginevrino, che assunse così la qualifica di «Comitato internazionale».
Nel giugno del 1864, il governo svizzero convocò a Ginevra una Conferenza internazionale, aperta a tutti gli Stati, che si concretò nella «Convenzione di Ginevra» del 22 a. 1864 per il miglioramento della sorte dei feriti e malati degli eserciti in campagna. Lo Stato italiano, con R. Decreto 23 sett. 1865, n. 2514, dispose piena ed intera esecuzione della suddetta Convenzione.
Alla Convenzione di Ginevra seguirono quelle dell'Aja del 29 luglio 1869 per l'applicazione alla guerra mari
ttima dei principi della Convenzione del 22 a. 1864; quella, ancora dell'Aja, del 21 dic. 1904, concernente le navi ospedale; quella di Ginevra del 6 luglio 1906, per il miglioramento della sorte dei feriti e dei malati degli eserciti in guerra; quella di Ginevra del 27 luglio 1929, per il miglioramento della sorte dei feriti in guerra; quella di Ginevra del 12 a. 1949, che non è un numero di quattro (essendo stata aggiunta alle Convenzioni precedenti quella relativa alla protezione dei civili in tempo di guerra), sono una revisione ed un aggiornamento delle Convenzioni già esistenti. Lo Stato italiano le ratificò con legge 27 ott. 1951, n. 1739.
Il ORGANIZZAZIONE. - La struttura della C. R. comprende: la Conferenza internazionale della C. R., che è la più alta autorità deliberante della C. R., composta dai delegati del Comitato internazionale della C. R., delle Società nazionali di C. R., della Lega delle Società di C. R. e dai delegati degli Stati partecipi delle Convenzioni di Ginevra. La Conferenza si riunisce di regola ogni quattro anni. Durante i periodi intermedi, una Commissione permanente della Conferenza internazionale provvede al coordinamento e alla unità degli sforzi della C. R. internazionale.
La più recente Conferenza internazionale della C. R., la XVIII, si è tenuta a Toronto (Canadà) nell'ag. del 1952. L'organizzazione comprende poi: le Società nazionali di C. R., il Comitato internazionale della C. R. e la Lega delle S. di C. R.
Il Comitato internazionale della C. R. è totalmente composto da cittadini svizzeri. Esso è il tutore dei principi della C. R., vigila sulla osservanza delle Convenzioni di Ginevra e agisce come intermediario neutro in quanto tale, specialmente in tempo di guerra. Inoltre, mantiene e sviluppa i rapporti tra le varie C. R. nel mondo, custode e principi fondamentali e permanenti della C. R. e cioè la imparzialità, l'apoliticità, l'indipendenza confessionale ed economica, la universalità della C. R. e la uguaglianza tra le varie C. R. nazionali; assume le funzioni che gli sono devolute in virtù delle Convenzioni internazionali; propone e cura l'organizzazione di una «Agenzia centrale di informazioni sui prigionieri di guerra», ed assolve altri importanti compiti fondamentali.
Le Società nazionali di C. R. sono non soltanto le preziose ausiliarie delle forze armate in periodo bellico, ma esplicano anche in ogni tempo la loro azione in tutti i campi dove necessita lenire la sofferenza umana e migliorare la salute. Dopo la fine della guerra 1914-18, si riconobbe che il programma assistenziale delle C. R., già esercitato in periodo bellico, avrebbe potuto trasferirsi e attuarsi in pace come del resto era già in atto in
SOCIETÀ DELLA CROCE ROSSA - Veduta generale dell'unità ospedaliera, pronta per la partenza, inviata dalla C. R. Italiana in Corea, con medicinali di fabbricazione italiana, destinati ai civili e ai prigionieri di guerra.
modi e in campi consoni ai principi ed agli scopi della C. R., attraverso un organismo che sorse nel 1919 e che si chiamò Lega delle S. di C. R. Ebbe come scopo: aiutare le Società nazionali della C. R. a svilupparsi sul piano nazionale e facilitare la loro collaborazione internazionale. La Lega sta, fra le Società nazionali di C. R., quale organo permanente di collegamento, di coordinamento di studio, destinato ad assisterle nella preparazione e nell'esercizio delle loro attività nel campo nazionale e internazionale. La Lega collabora con il Comitato internazionale della C. R. Il carattere internazionale, fedele, rarissimo e rappresentativo della Lega, è nettamente affermato dalla composizione dei suoi organi direttivi che sono: il Consiglio dei governanti e il Comitato esecutivo. Il Segretario della Lega, poi, è l'organo al quale spetta il compito di tradurre in atto le decisioni della Lega.
L'Assemblea generale dell'ONU, nella seduta del 19 nov. 1946, approvò alla unanimità una risoluzione, invitante tutti i governi a favorire e incoraggiare la creazione, lo sviluppo e la cooperazione delle organizzazioni di C. R. Tale raccomandazione fu ribadita con lettera del segretario generale dell'ONU del 30 nov. 1949, diretta ai governi membri delle Nazioni Unite.
III. La C. R. Italiana. - La Convenzione di Genova del 22 ag. 1864 dava luogo al sorgere in Italia di un Comitato centrale di Milano della Associazione di soccorso ai militari malati e feriti, comitato che, dopo aver partecipato con le proprie organizzazioni sanitarie alla campagna del 1866, cedette la sua prerogativa di organo centrale al Comitato costituitosi in Roma, in seguito agli eventi che avevano portato all'unità d'Italia.
Eretta in corpo morale con R. D. 7 febb. 1884, n. 1243, è regolata da numerose disposizioni legislative che ne determinano l'ordinamento interno ed istituzionale. L'Associazione, rappresentata da un presidente generale ed amministrata da un Comitato centrale, è perifericamente ordinata in Comitati provinciali - di cui alcuni funzionano da Comitati regionali e da centri di mobilitazione - in sottocomitati e in delegazioni comunali, nonché all'estero, in delegazioni per ogni Stato.
1. La C. R. Italiana in tempo di pace. - Ha per scopo (v. Decreto Capo provvisorio dello Stato del 13 nov. 1947, n. 1256) di recare assistenza alla popolazione civile, soprattutto nelle sue classi bisognose, integrando con mezzi, istituti, formazioni e servizi propri, l'azione diretta dello Stato e degli Enti locali contro le malattie e le calamità pubbliche. A tal fine promuove e organizza le energie volontarie e le attività private del paese e convoglia altresì soccorsi dall'estero onde assicurarsi i mezzi finanziari e necessari. In particolare vengono affidati alla C. R. Italiana i seguenti compiti integrativi: a) allestire, facendoli funzionare in caso di emergenza e di pubbliche calamità, ospedali attendati ed accantonati, infermerie, treni e navi ospedali, gruppi sanitari motorizzati, posti di soccorso ferroviari e portuali, formazioni sanitarie territoriali; b) organizzare a disimpegnare su piano nazionale il pronto soccorso ed il trasporto degli infermi e degli infortunati con i propri servizi a gestione diretta ed altresì mediante il coordinamento e la disciplina di quelli effettuati da altre associazioni locali, al fine della massima efficienza del servizio, anche per il caso di necessità di carattere generale; c) concorrere alla preparazione tecnica e professionale del personale ausiliario di assistenza sanitaria, mediante corsi di istruzione e di addestramento con apposite scuole; d) collaborare nella diffusione, in ogni categoria sociale e specialmente nelle scuole, di nozioni di igiene e pronto soccorso. È data facoltà alla Associazione, secondo le sue possibilità finanziarie ed organizzative, previo consenso dell'autorità di vigilanza tutela, di estendere la propria attività: a) alla istituzione e gestione di opere assistenziali permanenti, ai fini di particolari esigenze sociali; b) all'integrazione dell'azione di tutela della salute dell'infanzia, svolta dagli enti a ciò appositamente chiamati, mediante colonie periodiche e permanenti con l'assistenza medico-socialistica a mezzo di ambulatori scolastici; y) alla distribuzione di soccorsi alla popolazione civile e alle istituzioni di beneficenza e di assistenza; z) all'intervento in tutti quei casi ed in quelle circostanze in cui la sua opera sia richiesta dalle competenti autorità di vigilanza e tutela.
2. La C. R. Italiana in tempo di guerra. - Deve contribuire (v. R. D. L. 12 febb. 1930, n. 84), con personale e con mezzi propri, allo sgombero ed alla cura dei malati e feriti di guerra; organizzare ed eseguire la difesa sanitaria antiaerea ed antigas; disimpegnare il servizio di prigionieri di guerra, secondo la Convenzione internazionale di Ginevra.
Ad eccezione dello sgombero dei malati e dei feriti in guerra, l'attuazione di tali compiti è, di massima, limitata al territorio non compreso nella zona dell'esercito operante; ma può anche essere estesa a località in detta zona, fissata dall'autorità militare. Nella zona dell'esercito operante (v. R. D. 30 dic. 1940, n. 2024) la C. R. Italiana concorre allo sgombero dei malati e feriti, con l'allestimento di ambulanze attendate, ospedali attendati ed ambulanze lagunari e con l'organizzazione di posti di soccorso, presso le stazioni ferroviarie e i porti.
Nella zona territoriale la C. R. Italiana concorre alla organizzazione del servizio sanitario mediante: a) impianto e funzionamento di posti di soccorso presso le stazioni ferroviarie; b) impianto e funzionamento di ospedali militari; c) impianto e funzionamento di mezzi di protezione antiaerea (direzione centrale, squadre di pronto soccorso, stabilimenti di prima cura e smistamento, stabilimenti di cura specializzata, squadre di bonifica umana e di bonifica di zone infette).
Per il funzionamento dei suoi servizi del tempo di pace e del tempo di guerra la C. R. Italiana arruola un proprio personale direttivo (ufficiali) e di assistenza (sottoufficiali e truppa), che costituisce un Corpo speciale volontario, ausiliario delle forze armate dello Stato (R. D. 10 febb. 1936, n. 484).
Assimilate di rango al personale militare direttivo dell'Associazione, sono le infermiere volontarie della C. R. Italiana, il cui Corpo, istituito nel 1908, fa parte del personale dell'Associazione ed è disciplinato da apposito regolamento (approvato con R. D. 12 maggio 1942, n. 918). Dalla sua fondazione il Corpo ha annoverato ca. 20.000 infermiere volontarie, ed oltre 12.000 sono

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ancora inscritte nei ruoli. Venti di esse cadde in servizio; 200 furono decorate al valor militare e 600 furono insignite di croce di merito di guerra.
La C. R. Italiana inoltre gestisce scuole convitto per la preparazione professionale delle infermiere professionali e scuole specializzate per la preparazione professionale delle Assistenti sanitarie visitatrici. Le scuole convitto hanno diplomato alcune migliaia di infermiere professionali e di assistenti sanitari visitatrici.
Nel 1889 la C. R. Italiana seguì le truppe in Eritrea e nel 1905 e 1908 intervenne efficacemente nell'opera di soccorso alle vittime del terremoto in Calabria e di quello siculo-calabro. Partecipò alla guerra di Libia (1911-13), conseguendo la medaglia d'argento al valor militare, nonché alla campagna balcanica, e nel 1915 venne in aiuto alle vittime del terremoto della Marsica. Altra medaglia d'argento al valor militare le fu conferita per il suo comportamento durante la guerra mondiale 1915-18, cui prese parte su vasta scala con un Corpo di oltre 22.000 uomini e 10.000 infermiere e con considerevole contributo anche di sangue.
Il terremoto della Garfagnana e Lunigiana del 1920, l'incendio di Smirne e la tremenda carestia di Russia nel 1922, nonché il terremoto del Giappone del 1923 trovarono la C. R. Italiana pronta ad intervenire con la sua organizzazione di emergenza in aiuto alle vittime di servizi calamiti. Particolarmente benemerita è anche l'opera che la C. R. Italiana ha svolto nel campo della lotta antimalarica nell'agro pontino, in Sardegna, in Sicilia e nell'Italia meridionale.
Durante l'ultima guerra essa ha atteso a compiti di somma importanza, impegnando, pure questa volta, con grave contributo di sangue, ca. 12.000 uomini e 5000 infermiere volontarie nei servizi di protezione sanitaria antiaerea, di assistenza ai militari feriti ed infermi, nonché nel servizio di prigionieri, compiendo inoltre delicate missioni di carattere internazionale, per il rimpatrio degli Italiani rimasti in Africa orientale e per lo scambio di prigionieri infermi con la Grecia e l'Inghilterra.
La C. R. Italiana non andò esente dal ripercuotere dei tragici eventi succeduti nel sett. 1943; nonostante la sua prerogativa di ente neutrale, riconosciuta dalle Convenzioni internazionali, essa non fu rispettata neppure nei mezzi e tanto meno nel personale. Fu nel giugno 1944 che il Comitato di Roma riprese la sua funzione di sede centrale.
La C. R. Italiana esplica una attività la cui intelaiatura sta nei seguenti elementi: autoambulanze per il pronto soccorso e trasporto infermi, sanatori ed istituti per la cura della tubercolosi, istituti ospedalieri, preventori generici, preventori sorvegliati, colonie permanenti, colonie temporanee, convalescenzieri infantili. I mezzi necessari all'intervento del Corpo volontario militare della C. R. Italiana con il suo servizio di emergenza, sono raccolti e predisposti in magazzini regionali e secondari che assicurano la perfetta custodia delle sue unità mobili. La C. R. Italiana dispone di treni ospedali attendati, posti di soccorso attendati, di ambulanze attendate, di unità di vario tipo e di materiale vario di soccorso per fronteggiare eventuali calamità. Altre attività della C. R. Italiana sono: Servizio sociale internazionale che assiste senza distinzione di nazionalità, religione o razza, tutti coloro che abbiano problemi da risolvere in almeno due diverse nazioni; la Assistenza giuridica agli stranieri (AGIUS) che tratta pratiche speciali e di vario genere, personali e familiari, per gli stranieri in Italia (profughi, apolidi, ecc.); il Madrinato che ha assistito e assistito, con il ricovero e con altre forme, bambini vittime della guerra; e infine, la C. R. Italiana Giovanile, istituzione parascolastica che svolge opera educativa, sociale, igienica ed assistenziale nelle scuole e che, mediante la corrispondenza interscolastica internazionale, unisce in un vincolo spirituale i fanciulli di ogni naziona-
Società dell'Agostolato Cattolico (Pallottini) - Casa Madre della provincia di Lambroso. Complesso comprendente stabilimenti tipografici, azienda agricola e zootecnica, sede del provinciale, noviziato per fratelli laici.
Il 1920, la C. R. Italiana Giovanile conta 130.000 classi socie collettive, 600.000 alunni soci individuali e 5.000.000 di fanciulli organizzati.
La C. R. Italiana Giovanile, oltre alla propaganda igienica e di pronto soccorso, alle attività assistenziali e sociali, didattiche e culturali, effettua corsi per vigilatrici di colonie e per Pionieri della fraternità, sua diretta emanazione. Vedi tav. LIV.
Società dell'Agostolato Cattolico (Pallottini). - Società sacerdotale, esente, senza voti, fondata a Roma il 4 apr. 1835 dal b. Vincenzo Pallotti.
L'incorporazione viene effettuata mediante una consacrazione pubblica, la quale contiene sei promesse, cioè di perseveranza, obbedienza, castità, povertà, vita comune e di non accettare dignità. Vi sono 2 anni di noviziato. Il rettore generale è eletto per 6 anni; i rettori provinciali e locali per 3 anni. Il fine è l'educazione e la formazione di anime apostoliche, la direzione dell'Associazione dell'apostolato cattolico. Dal 1837, e stabilmente dal 1843, la Congregazione sacerdotale dell'Agostolato cattolico emergeva dal resto della società composta da laici e preti, formandone la parte centrale e motrice. La S. Sede approvò definitivamente le Costituzioni nel 1910. Chiamato dal 1854 al 1947 Pia Società delle Missioni, l'Istituto, dal 1947, si intitola S. dell'A. C.; gli sono affidate 5 missioni (Africa, Australia, India) e al 31 dic. 1950 si componeva di 16 province o regioni con 247 case o stazioni, 899 sacerdoti, 492 chierici, 447 fratelli coadiutori.
Società delle Figlie di San Francesco di Sales (Parigi). - Fondata a Parigi nel 1872 dall'ab. Chaumont e dalla ven. Carré de Molberg.
Ebbe l'approvazione pontificia il 18 apr. 1911, ed ha per fine speciale di aiutare tutte le opere cattoliche, diocesane e parrocchiali, e le missioni, sotto la dipendenza dell'autorità ecclesiastica.
L'Istituto non ha voti. Si ricevono anche le maritate (previo il consenso del marito) e le vedove. La maggior
