SOCIETÀ DELLE NAZIONI - Sede della S. delle N. a Ginevra.
parte vivono nelle proprie famiglie, alcune in comunità con un regolamento speciale, tendendo alla perfezione ciascuna secondo il proprio stato. Vanno alle missioni soltanto quelle libere che lo chiedono. Le suore sono oltre 5000 in 50 case, divise in province religiose. Ha aggrediti anche gruppi di indigene nelle missioni, i cui Statuti sono stati temporaneamente approvati nel 1950.
Società delle Missioni Africane. - È stata eretta l'8 dic. 1856 a Lione da mons. Melchiorre de Marion-Brésillac, che dal 1846 al 1855 era stato vicario apostolico di Coimbatore in India.
Lo scopo della Società è quello di predicare il Vangelo in mezzo ai neri d'Africa. Morto il 25 giugno 1859 mons. de Marion-Brésillac in Africa, gli successe il Plangue che continuò a sviluppare la Società aprendo nuove case di formazione in Francia, Irlanda e Olanda. I primi missionari furono inviati nella Sierra Leone e nel Dahomey.
Essa è una Società senza voti le cui Costituzioni furono approvate nel 1900 e poi modificata il 14 maggio 1912 ed approvate per dieci anni il 15 febbr. 1928. Una completa revisione delle medesime si ebbe nel 1952. Alla fine del 1952 la Società contava 1111 sacerdoti, 96 fratelli coadiutori, 272 seminaristi. Ad essa sono affidati 20 territori missionari in Africa. Si occupa anche dei negri degli Stati Uniti.
Società delle Nazioni. - Associazione fra gli Stati per il mantenimento della pace e il migliorare governo delle relazioni tra i popoli. L'aspirazione a suscitare una tale associazione aveva assunto al principio del corrente secolo una maggiore vivacità ed un maggior senso di concretezza, un'atmosfera favorevole ad una realizzazione che appariva necessaria al chiudersi del primo conflitto mondiale, che doveva essere, nell'animo di coloro che di tale ideologia si resero interpreti, l'ultima guerra.
Chi avviò decisamente il problema verso una concreta realizzazione, con l'autorità che gli veniva dal fatto di essere divenuto l'arbitro della guerra, e poi della pace, fu il Presidente degli Stati Uniti, Wodrow Wilson. Il proposito di realizzare una S. delle N., lanciato fra i punti del programma della futura pace, durante il conflitto, divenne realtà durante la Conferenza della pace di Parigi, la quale affidò l'elaborazione della Statuto sociale ad una speciale Commissione, di cui Wilson tenne ad assumere la presidenza (l'Italia vi era rappresentata da V. E. Orlando e V. Scialoja). Essa, tenendo conto del progetto americano e quello di altri Stati (vi era anche un progetto italiano), elaborò infatti quello che fu chiamato poi comunemente «il patto» (Covenant) in 26 artt.
69. LE FONTI
Considerando il patto come la chiave di volta del sistema della pace, Wilson volle, e la Conferenza accettò, che esso divenisse il preambolo dei grandi trattati di pace. Con il Patto si aprono infatti i cinque grandi Trattati di pace del 1919-20 e si chiudono con la carta dell'Ufficio internazionale del lavoro, che è l'organizzazione primigenia della S. delle N. e che nasce coevo alla Società stessa. Con ciò non si voleva condannare il Patto a seguire le sorti dei trattati, e quindi a vivere e cadere con essi. Se, in fondo, così avvenne, fu un mero caso. Più forte può sembrare l'altro argomento che l'entrata in vigore del Patto coincise con la messa in vigore del Trattato di pace con la Germania (Trattato di Versailles), ma ciò servì unicamente a mettere in moto il Patto. Fu anche detto che la pace fosse un appendice del Patto, ma ciò è inesatto, ed è contraddetto dal fatto che la Pace con la Turchia (1923) è slegata dal Patto. Il quale andò avanti per conto suo, e fu emendato secondo la procedura prescritta (art. 26) il 13 ag. 1924 (art. 6), il 26 sett. 1924 (art. 12, 13, 15), il 29 luglio 1926 (art. 4), non essendosi riusciti ad armonizzarlo interamente con il Patto Briand-Kellog, detto comunemente di «messa della guerra fuori legge».II. COSTITUZIONE DELLA S. DELLE N. - La S. delle N. era una associazione permanente di Stati a governo libero, retta da uno statuto scritto (il Patto).
Gli Stati membri che costituivano la S. delle N. erano tutti in una situazione di parità giuridica, ma storicamente erano distinti i membri originari, ossia le potenze alleate ed associate, firmatarie del Trattato di pace, le quali invitarono a partecipare alla Società, con egual titolo, 13 Stati rimasti neutrali durante la guerra. Vi furono poi ammessi successivamente altri Stati, dopo l'entrata in vigore del Patto. Gli ex-nemici, benché firmatari dei trattati di pace, non fecero parte ab initio della S. delle N., malgrado il suo carattere di costruzione per la pace, ma vi entrarono successivamente (la Germania dopo il Patto di Locarno). Il Patto (art. 1), mentre esigeva che l'adesione alla Società venisse fatta senza riserve mediante dichiarazione depositata presso il segretario della S. delle N., consentiva il recesso dalla Società con un preavviso di due anni, purché al momento del recesso il recedente avesse adempiuto tutti i suoi doveri internazionali e tutte e obbligazioni derivanti dal Patto.
III. ORGANI DELLA S. DELLE N. - Erano due: 1) l'Assemblea, costituita dai rappresentanti dei membri della Società (non più di tre, ma con un solo voto), la quale si riuniva almeno una volta l'anno, nella sede sociale fissa (Ginevra) o in un altro luogo. Essa aveva facoltà di trattare ogni argomento relativo all'azione della Società o agli interessi della pace del mondo (art. 2 e 3), svolgeva la sua attività a norma di un regolamento interno, funzionando attraverso sei commissioni, le quali esaminavano i rapporti e le relazioni degli organi, delle organizzazioni permanenti e di quelle temporanee, proponendo raccomandazioni e risoluzioni sulle quali decideva l'Assemblea sulla base di un rapporto di un relatore generale; 2) il Consiglio, il quale era composto di membri permanenti (rappresentanti di Stati tassativamente indicati, praticamente le grandi Potenze) e di membri non permanenti designati dall'Assemblea. Il numero dei membri delle due categorie variò nel succedersi dello sviluppo della Società, mantenendosi peraltro la duplice categoria, ritenendosi il possesso del seggio permanente giustificato dalle maggiori responsabilità ed oneri nel conseguimento dei fini sociali, da parte delle grandi potenze. Ogni Stato

parte vivono nelle proprie famiglie, alcune in comunità con un regolamento speciale, tendendo alla perfezione ciascuna secondo il proprio stato. Vanno alle missioni soltanto quelle libere che lo chiedono. Le suore sono oltre 5000 in 50 case
membro era rappresentato nel Consiglio da un solo rappresentante e con un solo voto. Gli Stati membri potevano partecipare alle adunanze del Consiglio durante la trattazione degli affari che specialmente li riguardavano, ma senza voto. In via generale (art. 4, n. 4) la competenza del Consiglio veniva determinata specificamente come quella dell'Assemblea (artt. 2 e 4).
Stando alle norme degli artt. 3 e 4 le funzioni dei due organi sono uguali e parallele. Ma esse vanno interpretate in realtà in modo diverso. Quando una espressa disposizione riservava alla competenza del Consiglio determinati provvedimenti, ovvero all'Assemblea, le competenze risultavano discriminante. Quando mancavano norme espresse un primato era riservato alle decisioni dell'Assemblea.
La S. Sede, benché in alcuni casi fosse richiesta anche di collaborazione, non faceva parte e non cercò di far parte della S. delle N., dato anche il carattere prettamente laicista con cui la S. delle N. era sorta e si mantenne fino alla fine.
Stando alla dizione letterale del Patto (art. 2) il segretario generale non è organo della S. delle N. Esso assiste i due organi e partecipa alle loro sedute. Ma nella prassi (accolta poi in modo espresso nello Statuto dell'O.N.U.) venne riconosciuto come organo sociale. Inoltre esso era a capo del segretario, stabilito nella sede sociale a Ginevra, che poteva essere peraltro mutata dal Consiglio, e che era suddivisa in numerosi e pletorici uffici.
Organi della S. delle N. erano anche:
a) la Corte permanente di giustizia internazionale (art. 14) stabilita all'Aja, retta da uno statuto ed un regolamento autonomo (v. ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE, II).
b) l'Ufficio internazionale del lavoro (BIT), la cui carta, come si è accennato, fu inserita nell'ultima parte dei trattati di pace (v. LAVORO).
IV. FINALITÀ DELLA S. DELLE N. - Sono indicate nel preambolo del Patto e sono quelle di promuovere la cooperazione internazionale e realizzare la pace e la sicurezza degli Stati, mediante l'impegno di non ricorrere in determinate casi alle armi (e quindi la guerra non era esclusa in modo assoluto e se ne ammetteva la legittimità in determinati casi), lo stabilimento di rapporti palesi, giusti ed onorevoli fra le Nazioni (onde condanna della diplomazia segreta e affermazione di giusti rapporti fra i popoli), il fermo riconoscimento delle regole di diritto internazionale come norme effettive di condotta tra i Governi (onde la necessità di codificare il diritto internazionale, perché divenisse certo), l'osservanza della giustizia e il rispetto scrupoloso di ogni trattato nelle relazioni reciproche dei popoli civili. Per la realizzazione di queste finalità già alcuni principi figuravano, con carattere assoluto o semplicemente programmatico, nel Patto, come la riduzione degli armamenti (art. 8), la tutela contro le aggressioni (art. 10), la condanna della guerra (art. 11), la risoluzione pacifica delle controversie (art. 12, 13 e 15), le conseguenze delle violazioni di tali principi (art. 16) e controversie con Stati non membri (art. 17), la registrazione ed il sindacato dei trattati internazionali (art. 18 e 20), il rispetto delle intese regionali (art. 21), l'istituzione dell'assistenza ad altri popoli mediante l'istituto dei mandati (art. 22), un programma di azione sociale ed umanitaria (art. 23), il coordinamento degli istituti internazionali (art. 24 e 25).
Tale attribuzione, rivolte a conservare la pace, veniva attribuite alla S. delle N. dagli stessi trattati (Sarre, Danzica, tutela delle minoranze, ecc.).
V. S. DELLE N. - Per attenere ai vasti compiti istituzionali ed a quelli che rapidamente si vennero aggiungendo a quelli previsti dal Patto, o come sviluppo dei medesimi, la S. delle N. creò una serie di organizzazioni tecniche e di commissioni consultive permanenti (organi ausiliari), sugli ordinamenti e sulle funzioni delle quali ci si limita a ricordare: a) fra le organizzazioni tecniche, quella economica e finanziaria, delle comunicazioni e del transito, dell'igiene; b) fra le commissioni consultive, quella delle questioni militari, navali ed aeree, dei mandati, della cooperazione intellettuale, della protezione dell'infanzia e della giovinezza, dell'oppio (oltre ad un comitato centrale, ugualmente permanente), ecc. Speciali commissioni consultive di carattere temporaneo venivano istituite di volta in volta, e furono molto numerose. Da ricordare infine taluni organismi amministrativi o esecutivi (alto commissario per Danzica, per i rifugiati, commissione di governo per la Sarre, ecc.) e taluni speciali istituti (cooperazione intellettuale a Parigi, per l'unificazione del diritto privato e per la cimera-tografia educativa a Roma, ecc.).
Questo complesso di organizzazioni comportava una spesa cospicua e crescente che veniva regolata annualmente attraverso un bilancio approvato dall'assemblea, ripartendo il relativo carico fra i membri.
VI. NASCITA, SVILUPPO E FINE DELLA S. DELLE N. - La S. delle N. nacque il 10 genn. 1920 con la messa in vigore del Trattato di Versailles con la grave disillusione per l'assenza degli Stati Uniti d'America, non avendo il Congresso approvato il Trattato, esautorando Wilson che della S. delle N. era stato il massimo fattore. Ma mancavano altri grandi Stati, come la Germania, perché vinta, e l'U.R.S.S., in quanto si perseguiva contro di essa la politica del cordone sanitario, ed essa non aveva interesse a farne parte. Il primo quinquennio di vita fu quindi incerto e difficile, mentre Francia e Gran Bretagna, prendevano il sopravvento nelle direttive della Società. L'insenso della Germania (1926) segnò un nuovo slancio ed un grande successo apparve anche il successivo acquisto dell'U.R.S.S. Dal 1926 al 1934 infatti si ha il massimo sviluppo di autorità della S. delle N.; ma dopo le sanzioni adottate contro l'Italia per l'affare etiopico, comincia un rapido periodo di scadimento e di esautoramento, che culmina con lo scoppio del secondo conflitto mondiale, che essa si dimostrò impotente ad evitare. La abbandonazione l'Italia e la Germania, e prima il Costarica, la Spagna ed il Brasile. L'U.R.S.S. ne fu espulsa a seguito dell'aggressione alla Finlandia. Praticamente essa era già del tutto paralizzata nel 1940. Quando pertanto ne fu decretata la fine nel 1947 e fu messa in liquidazione, era già ridotta ad un ricordo. Non si può tuttavia giudicare la sua attività con una sommaria condanna. Essa lavorò in ogni campo, con la tendenza a far molto, anche se talora soltanto sulla carta. Le sue più grandi iniziative, quelle cioè nelle quali si poteva saggiare la sua forza ed il suo ascendente e che erano poi la parte veramente viva delle sue funzioni costituzionali, ebbero un succedersi di insuccessi. Fallì la conferenza economica, quella finanziaria, quella della codificazione del diritto internazionale, quella del disarmo, quella dell'arbitrato generale, ecc. Né fu fortunata la sua azione politica, perché se, bene o male, poté liquidare i problemi delle Aland, di Vilna, dell'Alta Slesia, dei confini dell'Albania, di Memel, ecc., cioè l'azione contro i piccoli Stati, quando colpì i grandi o poté risolvere i problemi in quanto tutti desideravano uscire da situazioni incresciose, come l'incidente di Corfu, ovvero fallì miseramente come per la questione della Calabria orientale, della Finlandia, dell'Etiopia, della guerra cino-nipponica.
Questi insuccessi, che indubbiamente l'esautorarono, fecero dimenticare anche il molto di buono che aveva compiuto.
VII. EREDITÀ DELLA S. DELLE N. - Quando il secondo conflitto mondiale si andava concludendo con la vittoria delle Nazioni unite non si pensò a far rivivere la S. delle N. Se ne creò una nuova nella Conferenza di San Francisco (1945). La seconda S. delle N. si chiama Organizzazione per la sicurezza mondiale (O.N.U. [v.]), Malgrado i larghi mutamenti delle norme e dei nomi, rivivono sostanzialmente nell'O.N.U. i vecchi ordinamenti.
863 SOCIETÀ DELLE NAZIONI - SOCIETÀ DI MARIA
of Nations, Londra 1927; C. Baldoni, La S. delle N., I. Padova 1936; A. C. De Breyche Vauthier, La Société des Nations centre d'études et source d'informations, Parij 1937. Amedeo Giannini