SOCIETÀ DI MARIA (MARIANISTI)

SOCIETÀ DI MARIA (MARIANISTI). - Congregazione religiosa fondata nel 1817 a Bordeaux da G. G. Chaminade (v.).

I sette primi membri dell'Istituto: due chierici, tre laici insegnanti e due artigiani, ammessi alla professione dei voti il 2 ott. 1817, le diedero sin dalle origini una nota di originalità e novità, perché chierici e laici sono religiosi allo stesso titolo, con gli stessi voti, gli stessi diritti passivi e attivi, salvo alcune cariche riservate ai sacerdoti. Emanazione della Congregazione della Maddalena di Bordeaux, fondata dallo stesso Chaminade nel 1801, la nuova istituzione si ispira ai medesimi criteri con una coordinata collaborazione tra sacerdoti e laici

nelle molteplici opere dell'apostolato moderno. Con il voto di stabilità i Marianisti si consacrano irrevocabilmente alla Madonna, ed a ricordo di questa consacrazione portano un anello d'oro all'anulare destro.

Dal 1817 al 1830 furono aperti collegi e scuole popolari a Bordeaux e in varie città della Francia, ma proposito del fondatore erano le Scuole Normali per la formazione di maestri cristiani. Due se ne aprirono a S. Remigio e a Besançon, soppresso nei moti del 1830.

Con il 1835 si iniziò un promettente sviluppo in Francia e nei paesi d'Europa, ed oggi la S. di M. è presente in Francia, Belgio, Svizzera, Austria, Germania, Italia, Spagna, Africa, Stati Uniti, Canada, Isole del Pacifico, Cina e Giappone con 2525 religiosi professi e 158 case distribuite in 12 province. I «postulanti» sono 918, i novizi 189, gli scolastici 360, i seminaristi 73. Il decreto di lode del 1839, quello di approvazione dell'Istituto e delle Costituzioni del 1865; l'approvazione definitiva delle Costituzioni è del 1891. La Casa generalizia è a Roma.

BIBL.: H. J. Simler, G.-J. Chaminade, fondat. de la Soc. de Marie, Parij 1901; H. Rousscau, Le réveil religieux au lendemain du Concordat et G.-J. Chaminade, ivi 1913; G. Goyau, Chaminade, fondat. des Maristes, son action religieuse et scolaire, ivi 1914; L. Gaudiuo, La Soc. de Marie, ivi 1930; P. Broutin, La modernité de G.-J. Chaminade, in Nouve. rev. théol., 65 (1938), pp. 413-36.
Article illustration

SOCIETÀ DI MARIA (MARISTI). - Congregazione religiosa fondata a Belley dal ven. Jean-Claude Colin (v.) il 22 giugno 1825 per l'opera delle missioni parrocchiali, a ciò incoraggiato da papa Pio VII, che il 25 genn. 1822 ne aveva preventivamente lodato il progetto.

Superate non poche difficoltà per divergenze con il suo vescovo mons. Devie, che desiderava fare della S. di M. una congregazione diocesana, ottenne l'approvazione definitiva con il breve Omnium gentium di Gregorio XVI, del 21 apr. 1836. La Congregazione si consacrò, fin dalle origini, all'educazione cristiana della gioventù nei collegi, alla predicazione nelle campagne e alle missioni nell'Oceania occidentale, comprendente più di 300 isole. Sotto la direzione del fondatore (1836-1854) e dei suoi successori, la Congregazione andò sviluppando le sue opere in quasi tutte le nazioni civili, assumendo la direzione di seminari, fondando collegi, residenze di predicatori, centri di studi, aprendo cappelle e parrocchie e curando lebbrosari nelle missioni. Attualmente (1952) conta 1738 religiosi professi, fra cui un arcivescovo e 9 vescovi, con 307 case e stazioni missionarie. Le missioni, iniziate nelle Isole Wallis e Futuna e nella Nuova Zelanda, sono costituite in 8 vicariati apost.: Ton-ga, Samoa, Wallis e Futuna, Nuova Caledonia, Nuove Ebridi, Salomone meridionali, Salomone settentrionali e Figi. La Casa generalizia è a Roma.

BIBL.: P. Mayet, Le très rêve. père Colin, Lione 1895; L. Falleti, Il ven. p. G. Colin, Roma 1913; P. De Salinis, Marins et missionnaires, Parij 1927.