SOCIETÀ E DEPUTAZIONI DI STORIA PATRIA

SOCIETÀ E DEPUTAZIONI DI STORIA PATRIA. - Istituzioni culturali che hanno per fine soprattutto le ricerche e la pubblicazione di fonti storiche relative al territorio della rispettiva circoscrizione, con limiti cronologici compresi prevalentemente nel periodo medievale.
La prima del genere sorse a Torino, ove fu costituita da Carlo Alberto, con regio brevetto del 20 apr. 1833, con il compito di provvedere alla «pubblicazione di una collezione di opere inedite o rare, appartenenti alla nostra storia, e di un codice diplomatico dei nostri Stati» e cui si era d'azione doveva più tardi essere estesa da Vittorio Emanuele II, con R. D. 21 febb. 1860, alle province lombarde da poco annesse al Regno di Sardegna. Ad essa fecero seguito, per opera di L. C. Farini, dottore delle Romagne, le tre D. per le province parmensi, modenesi e di Romagna, fondate nel 1859, quella per la Toscana e l'Umbria (1862), la quale, dopo aver allargato la sua giurisdizione sulle Marche (1863), diede vita alla D. per le Marche nel 1860 e nel 1866 alla D. per l'Umbria. In successione di tempo si ebbero, poi, la D. veneta (1874), la S. romana di s. p. (1876), la D. comunale di s. p. di Ferrara (1883), la S. storica abruzzese (1888), trasformata nel 1910 in D. di s. p. per gli Abruzzi, la Commissione sinfonica di archeologia e s. p. di Bari (1894), la S. storica friulana (1911), trasformata nel 1918 in D. di s. p. per il Friuli, la D. siciliana (1924) e la D. per Malta (1934).
Per il coordinamento delle ricerche storiche e dei metodi di lavoro, affinché l'attività di ogni istituto storico potesse svolgersi con indirizzo unitario, dopo gli infortuni tentativi fatti dapprima in diversi congressi storici, quindi con la creazione dell'Istituto storico italiano, fu infine istituita, con R. D. L. 20 luglio 1934, n. 1226, una Giunta centrale per gli studi storici, da cui vennero a dipendere le singole istituzioni, provvedendosi in seguito, con successivo R. D. L. 20 giugno 1935, n. 1176, alla trasformazione delle antiche società storiche regionali.

D., che furono in pari tempo tutte sottoposte ad un unico regolamento. Ne risultarono così 17 D., una per ciascuna regione d'Italia (comprese Malta e Rodi), che vennero considerate quali organi periferici della suddetta Giunta centrale (art. 1). Fornite di personalità giuridica, le varie D. si componevano di tre categorie di persone (deputati corrispondenti e soci) ed erano rette da Consigli direttivi formati da un presidente, un vicepresidente e due deputati (art. 4-5), nominati dal capo dello Stato su proposta del Ministro dell'educazione nazionale, sentito il parere della Giunta per gli organi direttivi e della stessa D. per i deputati tutti, bastando, invece, per i corrispondenti, che venivano designati dalle rispettive D., il semplice assenso del ministro; i soci, poi, erano ammessi, senza limite di numero, su giudizio degli organi direttivi. Ciascuna D. poteva avere inoltre alcune sezioni (con sede generalmente nei capoluoghi di provincia), svolgenti una attività a qualora quella della D. da cui dipendevano (art. 20) e rette da un Direttorio composto di un presidente e di due deputati (art. 18).
Ad un ulteriore riordinamento delle istituzioni storiche italiane è stato provveduto qualche anno fa con il D. L. del Capo provvisorio dello Stato 24 gen. 1947, n. 345, in forza del quale, abrogata la legge De Vecchi del 1935, non tornate a rivivere tutte le D. e S. storiche riconosciute dallo Stato prima del 28 ott. 1922, cui è stata restituita la più completa autonomia giuridica ed amministrativa; han seguitato tuttavia a sussistere, accanto alle antiche, le giovani D. per le Puglie, la Calabria, la Lucania e la Sardegna, istituite nel 1935.
L'attività di ogni singola S. e D. di s. p. si estirta accanto al pubblico di pubblicazione periodica di Atti e memorie, Archivi storici, Bollettini, Miscellanee, ecc. Si riporta qui un elenco sommario delle principali (la cifra tra parentesi indica l'anno iniziale): Torino: Historia patriae monumenta (1836); Biblioteca storica italiana (1884); Miscellanea di storia italiana (1862); Biblioteca di storia italiana recente (1907). Romagna: Atti e memorie (1862). Liguria: Atti della S. Ligure di s. p. (1858); Rivista di studi liguri (1934). Sardegna: Archivio storico sardo (1905). Marche: Atti e memorie (1895); Fonti per la storia delle Marche (1896). Province modenesi: Atti e memorie (1862). Province parmensi: Archivio storico per le province parmensi (1892). Puglie: Fagiola (1930). Ferrara: Atti e memorie (1889). Roma: Archivio della S. romana di s. p. (1878). Toscana: Archivio storico italiano (fondato da G. P. Viessaux nel 1842); Documenti di storia italiana (1867); Biblioteca storica toscana (1923). Veneto: Miscellanea di storia veneta (1881); Monumenti storici (1876). Friuli: Memorie storiche forgiuliesi (1905). Napoli: Archivio storico per le province napoletane (1876). Sicilia: Archivio storico siciliano (1873).

BIBL.: A. Manno, L'opera cinquantenaria della R. D. di s. p. di Torino, Torino 1884 (1833-83); G. Occioni-Bonaffos, La R. D. veneta di s. p., nel primo trentennio dalla sua fonda, 1873-1902, Venezia 1902; A. Sorbelli, Il primo cinquantennio della R. D. di s. p. per le prov. di Romagna (1860-1910), Bologna 1916; A. Panella, Gli studi stor. in Toscana nel sec. XIX e l'opera cinquantenaria della R. D. di s. p., 1916; E. Dervieux, L'opera cinquantenaria della R. D. di s. p. di Torino, Torino 1935 (1883-1933); G. Biscottini, Il nuovo ordinamento dei centri di ricerca storica, in Accademia e bibliot. d'Italia, 9 (1935), pp. 489-503; G. M. Monti, La R. D. di s. p. per le Puglie, Bari 1936; anno, L'ultimo venticinquesimo della R. D. di s. p. per le province di Romagna (1910-1935), Bologna 1937.