SOGLIA CERONI, GIOVANNI

SOGLIA CERONI, GIOVANNI. - Cardinale, n. a Casola Valsenio l'11 ott. 1779, m. ad Osimo il 12 aug. 1856.

Ancor giovane, fu segretario della S. Congr. degli Studi. Appartiene quindi alla Famiglia pontificia sotto Pio VII e per questo motivo patì lunga prigionia a Fe-nestrelle quando il Papa fu spossessato da Napoleone. Seguì Pio VII a Savona durante la breve occupazione muratiana del Patrimonio e da Leone XII fu nominato suo elemosiniero segreto e arcivescovo titolare di Efeso. Gregorio XVI lo promosso patriarca di Costantinopoli dei Latini, con l'ufficio di segretario della S. Congr. dei Vescovi e dei Regolari; il 12 febb. 1838 lo creò cardinale riservato in *petore* e lo pubblicò il 18 febb. 1839. Contemporaneamente ebbe la diocesi di Osimo e Cingoli, che governò con grande saggezza, occupandosi specialmente di costituirvi un seminario, che fu reputato il più moderno istituto di educazione dello Stato pontificio anche per le installazioni igieniche e ginnastiche, allora del tutto inusitata. Estraneo alle vicende politiche dell'ora, accolse con sorpresa la chiamata a Roma da Pio IX nel giugno 1848 per assumervi gli uffici di segretario di Stato e di presidente del Consiglio dei ministri al posto del dimissionario card. Orioli. La seconda carica era poco più che nominale, perché sebbene lo Statuto richiedesse che la direzione del ministero fosse tenuta da un porporato, in effetti chi reggeva il governo era un laico, nella fattispecie il Mamiani.

Per tale circostanza, l'opera di governo del cardinale presidente non poteva assumere particolare importanza. Va ricordato che il S., ossequiente ai desideri del Pontefice, svolse una politica spesso indipendente da quella dei ministeri che presiedette (nell'ordine, Mamiani, Fab-bri e Rossi) trovandosi quindi in dissidio con il ministro

Article illustration

ida R. C. A. Cardinalium Imagines. IV. No. 821
Soglia CERONI, GIOVANNI - Ritratto. Incisioni. del sec. XIX.

secolare degli Affari Esteri, specie quando era in carica il conte Marchetti. Dal che frequenti attriti e conflitti di competenza, particolarmente gravi quando il Mazzini poté pubblicare nell'Italia del popolo alcuni documenti confidenziali che il S. aveva indirizzato al nunzio di Vienna, in contrasto con la politica del ministero Manni. Il 18 luglio 1848 egli sottoscrisse una protesta alle potenze per l'occupazione austriaca di Ferrara e la rinovo ai primi di ag., dopo i sanguinosi scontri di Bologna. Il 12 dello stesso mese ottenne la soppressione del Dicastero secolare degli esteri, riassumendo il pieno controllo della politica estera della S. Sede e dello Stato romano. Confermato nella carica presidenziale anche dopo l'assassinio di Pellegrino Rossi, allorché il nuovo governo fu composto dal Muzzarelli, separò le proprie responsabilità da quelle dei ministri alla partenza del Papa per Gaeta e fece ritorno nella sua diocesi, che rese sino alla morte.

BIBL.: G. I. Montanari, *Elogio dell'Em. e Rev. Principi card. G. S. C.*, Ancona 1856; Moroni, LIII, p. 108 seg.; G. Spada, *Storia della Rivoluzione romana*, Firenze 1860, passim; C. Spellanzon, *Storia del Risorgimento dell'Unità d'Italia*, V. Milano 1950, capp. 9 e 13 passim.