SLEIDANUS, JOHANN

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SLEIDANUS, JOHANN. - Fu il più celebre annalista della Riforma tedesca, n. verosimilmente nel 1506 a Schleiden nell'Elfiel dalla famiglia Philippi, ebbe formazione a Liegi; sembra abbia studiato a Colonia; il primo documento sicuro su lui è una lettera dell'estate 1530 in cui si manifesta umanista crasimano, con una calda ammirazione per Melantone, e scorge nella rivoluzione religiosa germanica la recisa opposizione alla politica imperiale.

Dal 1533 rimase lunghi anni in Francia: fu a Parigi presso Giovanni Sturm (1534); nel nov. 1538 s'iscrisse per la licenza in diritto ad Orléans, stette presso il card. Giovanni du Bellay e suo fratello Francesco fino alla morte di Francesco I. Fu ad Hagenau in missione segreta presso Filippo langeravo di Assia e vi si incontrò con i capi del movimento luterano. Nel 1544 doveva accompagnare il card. du Bellay alla Dieta di Spira, ma giunsero solo a Nancy; lo S. rimase a Strasburgo e tradusse in latino il Catechismo breve di Butzer. Ciò lo indicò al langeravo come possibile storico, tanto più che aveva raccolto materiale sulla Lega smalcaldica. Fu ambasciatore in Inghilterra ove poté stringere amicizie e raccogliere notizie. Fu a Trento dalla primavera del 1551 all'apr. 1552 come inviato; nel 1554 era presso il Vergerio. Nel 1554-55 fu stampata l'opera sua maggiore De statu religionis et reipublicae Carolo V Caesare commentariorum libri XXVI, a Strasburgo, dedicata ad Augusto elettore di Sassonia e presto proibita dall'Imperatore, combattuta da protestanti e cattolici, perché, secondo Melantone, raccontava molto che era meglio fosse taciuto in eterno. Lo S. morì il 31 ott. 1556; nel giugno egli aveva pubblicato De quattuor summis imperii libri III. I suoi scritti minori furono raccolti in Opuscula, Hannover 1608.

BML.: la vasta bibl. (tra cui gli scritti di A. Hasenclever [1931] e di W. Friedensburg [1932-33-35]) è indicata in E. Fueter, Storia della storiografia moderna, trad. it., I. Napoli 1944, p. 242; II, ivi 1944, p. 349.