SOCIETÀ PER LE MISSIONI ESTERE DI PARIGI

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SOCIETÀ PER LE MISSIONI ESTERE DI PARIGI. - È il più antico Istituto esclusivamente missionario, fondato nel 1660 dai primi vicari apost. dell'Asia orientale, PALLIO (v.) e Pietro Lambert de la Motte, ed approvato da Propaganda l'11 ag. 1864.

Fin dalla fondazione fu incaricato delle missioni del Siam, Tonchino, Cocincina, Cina occidentale e meridio-

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nale; nel 1776 ad esso fu affidata anche la missione malabarese nell'India, nel 1831 quella della Corea e Giappone; nel 1841 quella di Malacca; nel 1848 quella della Manciuria; nel 1855 quella della Birmania.

Il fine speciale della Società è l'apostolato tra gli infedeli. Essa è una Società, senza voti, di sacerdoti secolari, i quali non possono accettare nessun incarico in Europa, se prima non siano stati almeno cinque anni in missione. Dalla sua fondazione la Società ha avuto 120 missionari massacrati, di cui 16 già beatificati. Nel 1952 contava 930 membri, che avevano emesso il «bon propos», equivalente al giuramento delle altre società; 140 se minori nati nei due Seminari di filosofia e teologia, ed un centinaio di ragazzi nel Seminario minore. Nello stesso anno la Società lavorava in 28 missioni, situate in Corea, Manciuria, Cina, Vietnam, Cambogia, Laos, Siam, Malacca, Birmania, India. I suoi missionari, inoltre, lavorano sotto la direzione dei vescovi indigeni in altre nove missioni del Giappone, Cina, Vietnam, India. Negli ultimi venticinque anni ha ceduto al clero indigeno quindici missioni in Giappone, Corea, Manciuria, Cina, Vietnam, Siam, India.

Le 37 missioni affidate alla Società hanno una superficie di kmq. 3.133.000 con una popolazione di 182 milioni di ab., di cui 1.784.000 cattolici. - Vedi tav. LV.

BIBL.: A. Launay, Hist. génér. de la Soc. des Missions Etrangères, 3 voll., Parigi 1894; id., La Soc. des Missions Etrangères, 1933; G. Goyau, Les prêtres des Missions Etrangères, 1932.