SOLARIO, ANTONIO detto lo ZINGARO. – Pittore, attivo nell’ultimo decennio del 1400 e nei primi del 1500. Fonde nelle sue opere elementi veneti, umbri, marchigiani e lombardi, pur rimanendo sempre fedele alla sua iniziale formazione prevalentemente veneta.
Sono opera di collaborazione gli affreschi con le Storie di s. Benedetto nel chiostro dei SS. Severino e Sossio di Napoli (1495 ca.), anteriori al periodo trascorso nelle Marche, dove il pittore lascia l’affresco in S. Esperanzio a Cingoli, l’ancona in S. Francesco a Osimo (1503), la pala della chiesa del Carmine a Fermo; quest’ultima non estranea anche a influssi umbri, che diventano più espliciti nella Madonna della misericordia, nell’omonima chiesa di Macerata, e nelle Sante di Londra. Sono tuttavia sempre dominanti i ricordi veneti vicentini dal Montagna e dal Fogliono e reminiscenze da Alvise Vivarini: così nella Madonna col Bambino e adoratore di Napoli, e dal Giambellino nella Madonna Wertheimer già a Leningrado, di un colore più morbido e fuso. Firmata e datata 1508 è la Testa di s. Giovanni dell’Ambrosiana di Milano affinché ad Andrea S., di una minuta e raffinata tecnica Lombarda, che si ritrova in altre opere quali la S. Famiglia di Amsterdam e la Salomé della Galleria Doria a Roma del 1511. – Vedi tav. LIX.