SORDI, DOMENICO E SERAFINO

SORDI, Domenico e Serafino. - Due tra i cinque fratelli S. piacentini, tutti gesuiti, che si distinsero per il contributo dato al rinnovamento della filosofia scolastica nel sec. XIX, seguendo l'indirizzo ricevuto dal can. Vincenzo Buzzetti, loro maestro nel Seminario di Piacenza.

Domenico (n. a Centenario di Piacenza il 30 apr. 1790, m. a Piacenza il 10 dic. 1880), insegnando etica e diritto naturale a Napoli (1829-30), Taparelli (v.) nella riforma degli studi nel nuovo scolastico napoletano, ma per il suo atteggiamento imprudente fu allontanato dall'insegnamento e non lasciò scritti filosofici. Invece Serafino (n. a Centenario di Piacenza il 3 febbr. 1793, m. a Verona il 17 maggio 1865), esercitò un notevole lissimo influsso nella rinascita tomista con l'insegnamento con gli scritti, con il contatto con uomini eminenti quali il Taparelli, il Curci e Giuseppe Pecci. Insegnò a Ferrara, Modena, Forlì, Spoleto, fu rettore a Urbino, Modena, Piacenza e Reggio, provinciale a Roma, scrittore a La Civiltà Cattolica. Scrisse parecchi opuscoli di carattere filosofico esaminando e criticando le idee filosofiche di Gioberti, Rosmini (Lettere intorno al Nuovo Saggio sull'origine delle idee dell'ab. A. Rosmini, Modena 1843; I primi elementi del sistema di V. lui e un lettore dell'opera sua, Bergamo 1849; I misteri di Demofilo per S. S. professore di filosofia, Torino 1850); altri scritti in cui espone il suo pensiero filosofico rimasero inediti e alcuni sono stati recentemente pubblicati (Ontologia, Theologia naturalis aliaque philosophica scripta, a cura di P. Dezza, Milano 1941-44). Benché i suoi primi studi fossero di indirizzo non scolastico, venuto a contatto con il pensiero tomista ne fu preso d'ammirazione e da allora non ebbe più incertezze ed esitazioni, donde la convinzione profonda che traspare dai suoi scritti, insieme con una penetrazione e acutezza di speculazione, solida logica nello sviluppo del proprio pensiero, conoscenza vasta di autori e sistemi moderni, chiarezza di esposizione. Di carattere modesto e riservato fino a pubblicare anonime alcune opere, il suo nome non ebbe la risonanza che la sua opera meritava.

BIBL.: Sommervogel, VII, coll. 1380-90; Hurter, V., I, col. 1388; A. Masnovo, Il neotomismo in Italia, Milano 1923, pp. 142-72; E. Ferrari, I fratelli S. e il neotomismo in Italia, in Il filosofo can. Buzzetti, Piacenza 1925, pp. 105-24; P. Pirri, Intorno alle origini del rinnovamento neotomista in Italia, in Civ. Catt., 1927, I, pp. 107-21, 309-409; 1928, IV, pp. 215-29, 396-411; P. Dezza, Alle origini del neotomismo, Milano 1940, pp. 65-76 (D. Sordi), pp. 29-64 (S. Sordi). Paolo Dezza