SORDELLO

SORDELLO. - Trovatore italiano, n. a Goito ca. il 1200, m. ca. il 1260.

Dopo una gioventù avventurosa e turbolenta (a Ricciardo di S. Bonifacio rapì in Verona la moglie Cunizza, per volere del fratello di costei, Ezzelino III da Romano), in Provenza, ove cercò scampo presso il conte Raimondo Berengario IV, sembra abbia assunto più corretto tenor di vita, che giustifica la sua fama di gentil cavaliere. Fu al seguito di Carlo I d'Angiò nella spedizione in Italia: in un breve del 22 febbr. 1261 papa Clemente IV riinfaceva al Re la sua ingratitudine verso S., di cui celebrava le lodi. Nel 1269 S. riceveva dall'Angioino l'investitura di alcuni castelli d'Abruzzo. La seconda fase della vita di S., nonché la suggestione del Compianto in morte di ser Blacatz, violenta satira dei sovrani del tempo, e dell'Ensenhamento de honor, codice del vivere eletto, spiegano la celebrazione che ne fa Dante nel canto VI del Purgatorio. Di S. l'Alighieri ebbe anche a lodare, nel De vulgari eloquentia, la leggiadria del linguaggio poetico. Ci restano, oltre le poesie citate, altre 45 liriche in cui si qualche nota lascia prevale il vagheggiamento platonico della donna amata e cantata con accenti che preludono al dolce stil nuovo.

BIBL.: C. De Lollis, Vita e poesia di S. di G., Halle 1896; G. Bertoni, Nuove rime di S., in Giorn. stor. lett. ital., 38 (1901), pp. 269-309; id., S. e Reforzat, in Studi romanzi, 12 (1915), pp. 187-209; V. De Bartholomaeis, Poesie provenzali storiche relative all'Italia, II, Roma 1931, pp. 62-63, 71-78, 134-263; F. A. Ugolini, La poesia provenzale e l'Italia, Modena 1939, p. XXX SGG.