SOSTE (Σωσόδενης, Sosthenes). – Nel Nuovo Testamento questo nome ricorre due volte; ma è incerto se trattasi della medesima persona oppure di una semplice omonimia. S. Paolo, secondo un'usanza a lui cara, si associa S. nell'indirizzare la prima lettere ai Corinti (1, 1); lo qualifica con il solo titolo di « fratello », come per Timoteo altrove (II Cor. 1, 1; Col. 1, 1).
In Act. 18, 17 si parla di un S. che, dopo l'inutile tentativo di far condannare l'Apostolo dal proconsolo Gallione viene beffeggiato e picchiato da un gruppo di pagani. Luca si limita a riferire l'aneddoto ed a notare l'ostentata noncuranza di Gallione per la scena piuttosto comica. S. era archisinagogo della numerosa colonia ebraica. Se si ammette l'identificazione, si deve pensare che da accusatore di s. Paolo S. divenne suo fedele e caro collaboratore dopo la conversione al cristianesimo.