SOUTHWARK, DIOCESI DI

SOUTHWARK, DIOCESI di. - Città e diocesi in Inghilterra. Ha una popolazione di 5.083.495 ab. (censimento 1931) dei quali ca. 280.000 cattolici (1950), distribuiti in 238 parrocchie, servite da 418 sacerdoti diocesani, oltre 36 provenienti da fuori pro tempore e 338 regolari. Ha 288 chiese pubbliche, 152 private e di istituzioni, 49 comunità religiose maschili e 160 femminili, 275 scuole. A Womersh, Surrey, si trova il Seminario diocesano; il « Training College» è a Mark Cross. Nel 1950 si ebbero 1246 conversioni, 9177 battesimi di bambini e 3568 matrimoni (compresi i misti).

La diocesi, creata dal papa Pio IX nel 1850, comprende Londra a sud del Tamigi, il cui borgo principale è S. e le contee di Surrey, Kent, e Sussex. Prima inclu

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(da The history of British Architecture, s. l. c. a., p. 20)

SOUTHWARK, DIOCESI di. - Cappella della Madonna, nella cattedrale di Chichester (sec. XII-XIII).

deva anche le contee di Berkshire, Hampshire, l'isola di Wight, e le isole della Manica, tolte nel 1882 per formare la nuova diocesi di Portsmouth. Patroni della diocesi sono l'Immacolata Concezione, s. Tomaso di Canterbury martire e s. Agostino apostolo d'Inghilterra. La residenza è in S., la cui cattedrale gotica su disegno di Pugin dedicata a s. Giorgio (1848) fu rovinata da bombe nel 1941, ma si spera sarà riparata.

S. comprende le antiche diocesi di Canterbury, Rochester e Chichester, con gran parte di Winchester. Dal 1688 al 1850 essa fece parte del « District » o vicariato apost. di Londra. È ricchissima di memorie storiche. S. Agostino sbarcò a Richborough (Kent) nel 597, convertì il re Eelberto, fondò la sede arcivescovile di Canterbury (597) e quella vescovile di Rochester (604). S. Wilfrido evangelizzò il Regno di Sussex nel 681-86 e fondò la sede vescovile di Selsey, trasferita a Chichester nel 1075. S. Simone Stock nacque ad Aylesford (Kent), ca. il 1165: da lui proviene lo scapolare carmelitano. A S. appartiene tutta la storia gloriosa di Canterbury dal suo primo arcivescovo s. Agostino fino al card. Reginaldo Pole (1554-58), i martiri di S. Elphege (1012), e s. Tomaso (1170); s. Giovanni Fisher, trucidato da Enrico VIII nel 1535, fu vescovo di Rochester (1504-35), s. Edmondo resse Canterbury (1234-40) e s. Ricardo Chichester (1245-53).

Moltissime e notevoli chiese antiche (ora anglicane) si trovano nel suo territorio, p. es., le cattedrali di Canterbury, Rochester e Chichester, le chiese di Shoreham, Sompting, Worth, Rye, Winchelsea, Barfreston e S. Martino a Canterbury, ove la regina Berta, moglie cristiana del re Eelberto già ascoltava la Messa prima dell'arrivo di s. Agostino, ed altre. Rovine abbaziali notevoli si trovano a Battle, Bayham, Lewes, Boxley, Waverley, Dover, Canterbury ed altrove. La cappella del convento a Mayfield, Sussex, la sala di un Palazzo vescovile del sec. XIV. Delle chiese moderne si ricordano: quelle di Arundel, Parkminster, Ramsgate, Wimbledon, Caterham, Horsham.

S. diede i seguenti martiri alla Chiesa: s. Giovanni Fisher (1535), i bb. John Stone agostiniano (1538), John Rugg (1539), David Gonson (1541), John Felton (1570), Thomas Felton (suo figlio) e Edward Shelley (1588), Thomas Garnet (1608) e i venerabili Thomas Cort e

Thomas Belchiam, Francescani di Greenwich (1538), Thomas Pilchard (1587), Edmund Duke (1590), Roger Filcock (1601), George Gervase (1608), Thomas Bullaker (1642). Tra i confessori sono da notare le famiglie di Roper (specialmente William Roper genero di s. Tomaso More), Caryl, Hawkins, Gage, Weston ed altre. West Grinstead, Battle, Sutton Place erano rifugi per i fedeli; la prima ha una storia continua di missione cattolica. Thomas Goldwell vescovo di St. Asaph, l'ultimo vescovo dell'Inghilterra cattolica, nacque nel Kent; morì a Roma nel 1585. Sir Thomas Hawkins tradusse la *Cours Sainte (The holy Court*) del gesuita Nicolas Caussin nel 1650. John Caryl, nipote del conte (earl) Caryl, era amico del poeta Pope, Richard Challoner, il devotissimo vicario apost. del London District (1758-81) nacque a Lewes nel 1691.

Nel 1883 i Certosini fondarono Parkminster, la più grande certosa nel mondo. Nel 1949 i Carmelitani tornarono, rioccuparono e ripararono Aylesford, evento comparabile alla rinascita della badia benedettina di Buckfast nel Devonshire.

BIBL.: The Cath. Direct. 1950, pp. 344-77; W. M. Cunningham, s. V. in Cath. Enc., XIV, pp. 162-64; J. Gillow, Biogr. Engl. Catholics, I, Londra 1885, pp. 419-21; III, ed. 1887, 190-95; G. Ramsay, Thomas Grant Print Bishop of Southwark, 1817-1847; E. Burton, Life Times of Bishop Challoner, 2 voll., 1819-1900; The Southwark Record (mensile), 1949-51. Enrico G. Roper.

ARCHIOLOGIA. — Fin dal 1950 cominciarono le scoperte di una villa romana a Lullington Park, vicino ad Eynsford. Detta villa ca. la fine del sec. IV fu distrutta da un incendio e il primo piano cadde nella cantina sottostante. Tra i resti di questo primo piano furono trovati 2 busti di marmo, frammenti di muro e di tetto e una quantità di pezzi di intonaco dipinto.

Dopo tre anni di lavoro i 6000-7000 pezzi di intonaco sono stati rimessi insieme da C. D. P. Nicholson e studiata dalla prof. J. Toynbee dando l'idea delle pitture. Si suppone che detti frammenti abbiano appartenuto a due stanze dipinte, una maggiore ed una più piccola, destinate probabilmente al culto. Vi furono trovate monete degli imperatori Arcadio, Onorio, Teodosio e Valentiniano. La prof. J. Toynbee ha descritto di recente la villa come una delle più grandi e sontuose tra quelle finora scoperte in Inghilterra. Il carattere di culto delle due stanze non è ancora dimostrato, ma il suo carattere cristiano è provato dall'esistenza della raffigurazione di una orante e di due monogrammi costantiniani. La Toynbee suppone che la stanza più grande, immediatamente al di sopra della cantina, sia stata un oratorio o cappella domestica. Orientata nel senso est-ovest, era larga 7 m. (la sua lunghezza non si è ancora riconosciuta), e una porta nella parte occidentale del muro nord metteva in comunicazione la stanza più grande con la più piccola, la quale si suppone servisse da anticamera per i catecumeni. Sul muro occidentale della stanza grande vi era una fila di sei figure dipinte (per ora se ne sono ritrovate solo cinque) intercalate da colonne. Le figure indossano abiti colorati e decorati di perle, con maniche larghe, strette al polso. Nonostante il fatto che queste pitture costituiscano solo una parte della decorazione totale delle due stanze, indi scutibilmente esse costituiscono i migliori saggi finora scoperti in Inghilterra dell'epoca romana, mentre l'orante e i monogrammi sono una splendida conferma per la diffusione del cristianesimo in Gran Bretagna.

BIBL.: anon., in Journal of Roman Studies, 41 (1951), p. 137; 42 (1952), p. 102. Enrico Josi