SPAGNA LA SUA ATTENZIONE ERA PERÒ RIVOLTA ALTROVE

SPAGNA
SPAGNA

La sua attenzione era però rivolta altrove. La sua opera giuridica Las siete partidas si ispirava al diritto romano, la sua attività politica rivelò una tendenza assolutista contro la quale si alzarono in armi i nobili del Regno. Riprendendo vecchie ambizioni degli avi aspirò a fare della S. il centro della politica europea conquistando la corona imperiale: nel 1257 alcuni Elettori di Germania lo elessero re dei Romani, ma non osò mai affrontare il problema di un viaggio in Germania. Sebbene egli stabilisse come principio la successione del figlio primogenito e suoi discendenti, essendo morto il figlio ed erede Ferdinando de la Cerda, fu costretto dalla nobiltà a riconoscere come erede il secondogenito Sancio anziché i nipoti de La Cerda; poi si dissidere e riconobbe il buon diritto dei nipoti. Il Regno di Sancio IV fu una funestata dalla lotta contro i La Cerda. La lotta si aggravò per l'intervento del re di Francia a favore dei La Cerda e solo nel 1308 la questione fu composta con un indennizzo ai pretendenti. Al principio del sec. XIV vi fu una attività militare contro Granata; ristabilita la pace, il Re moro di Granata si impegnò a pagare un tributo. Morto giovane Ferdinando IV (1295-1312), il lungo Regno di Alfonso XI (1312-1305) fu funestato da lunghe lotte civili per le pretese dei vari principi alla reggenza e poi al governo. Più violente lotte si svolsero dopo il 1350 tra Pietro il Crudele figlio di prime nozze di Alfonso XI ed il suo fratello illegittimo Enrico di Trastamara che si fece proclamare nel 1366. Nel conflitto intervennero Francia ed Inghilterra e la guerra in Castiglia diventò un vivace episodio della guerra dei Cent'anni. Prevalse con l'aiuto francese Enrico di Trastamara che riuscì a chiudere i conflitti con le monarchie limitrofe; il suo erede Giovanni I si riconcilia anche con l'Inghilterra sposando il figlio Enrico - che per primo fu detto principe delle Asturie - con una principessa inglese. Enrico III salì al trono attraverso una nuova fase di lotte tra i principi per la reggenza: ristabilita la pace, iniziò una bella attività guerresca, distruggendo i pirati di Tetuan ed occupando le Canarie. Più tranquilla si svolse durante questa età la vita politica interna del Regno d'Aragona che fu costretto ad occuparsi dei problemi mediterranei.

Pietro III, figlio e successore di Giacomo I, avendo sposato Costanza, figlia dello svevo Manfredi Re di Sicilia, nell'ag. 1282 sbarcò a Trapani in aiuto dei Siciliani ribellatisi nel marzo al re Carlo d'Angiò. La guerra tra Angiò ed Aragona si complicò per l'intervento del Papa e della monarchia francese. Bonifacio VIII nel 1295 concesse con il Trattato di Anagni a Giacomo II le isole di Sardegna e di Corsica, ma Federico, fratello di Gia- como, conservò, con il Trattato di Catabellotta, la Sicilia. La conquista della Sardegna occupò i Regni di Alfonso IV (1327-1360) e di Pietro IV il Cerimonioso (1336-1370): i re aragonesi costretti a combattere con le Repubbliche di Genova e di Pisa, che avevano interessi nelle due grandi isole, cercarono l'alleanza di Venezia. Sotto Giovanni I (1387-95) risorse la questione della Sicilia per lo spegnersi di quel ramo della dinastia aragonese: Martino, che aveva sposato l'erede del Regno siciliano Maria, morendo nel 1409, lasciò l'Isola al padre Martino I che era successo in Aragona al fratello Giovanni.

5. L'organizzazione interna degli Stati spagnoli nei secc. XIV-XV. - Formatisi lentamente per successive conquiste attraverso vari secoli, gli Stati spagnoli ebbero tutto il carattere di conglomamento di regioni diverse con differenti organizzazioni e costumanze. I re che avevano guidato alla guerra contro gli infedeli i loro guerrieri avevano guadagnato privilegi e ricchezze. Essi donavano terre a chi li aiutava nella conquista, ma il feudalesimo di tipo franco non si formò in S., fatta eccezione della Catalogna, Marca carolingia.

A fianco dei re vi sono i ricos hombres che nel sec. XIII formarono i maggiori re per garantire l'indivisibilità del patrimonio familiare; sotto vi erano i hidalgos, nobiltà antica, ed i caballeros, classe nobile aperta a chi potesse procurarsi un cavallo e le armi. Nell'Aragona a poco a poco si introdusse il feudalesimo catalano. Le città avevano una situazione speciale per la libertà o privilegi ottenuti con la conquista e registrati nei loro fueros dati

(a da Hispana, I. Madrid 1975; fig. 315)