STEFANO HARDING, SANTO

STEFANO HARDING, santo. - Non se ne conosce la data di nascita, ma il 28 marzo 1134; sui sedici o diciott'anni, lasciò, disgustato, l'abbazia di Sherborne, alla quale i suoi genitori, agiata famiglia del Dorset, l'avevano affidato in qualità di oblato: visitò la Scozia, passò a Parigi per studiare; pellegrinò a Roma.

Era, si diceva, un allegro camerata; ma il ricordo del chiostro non cessava di assillarlo. Perciò, nel ritorno, passando per Molesmes, vi si fermò fino al giorno in cui, nel 1098, con l'abate Roberto, il priore Aubry e qualche altro monaco, abbandonarono la vita rilassata di Molesmes e andarono a fondare un nuovo monastero nella landa selvaggia di Cîteaux. Quando, l'anno seguente, il legato pontificio Ugo, arcivescovo di Lione, d'accordo con i vescovi e gli abati della provincia, obbligò Roberto a tornare a Molesmes e Aubry divenne abate, S. lo sostituì come priore, in attesa di succedergli come abate.

Durante appunto il reggimento abbaziale di S. (1108-1134) si ebbe la vera fioritura di Cîteaux. Gli inizi erano stati difficili, perché l'estrema austerità della vita cistercense allontanava i giovani; ma tutto cambiò il giorno che un giovane, Bernardo di Fontaines, con parecchi suoi parenti e amici, domandò di partecipare a quella vita (1112). Da quel tempo Cîteaux sciamò a La Ferté-sur-Grosne, Pontigny, Morimond e Trois Fontaines; alla morte di S., l'Ordine contava 73 abbazie (1134).

L'influsso di S. si può misurare dal rigore con cui la stretta osservanza della Regola benedettina si era mantenuta a Cîteaux e nelle filiali. Ostile ad ogni ricchezza ed ogni ingerenza del mondo, S. proibì al duca di Borgogna di tenere la sua corte nell'abbazia, pur con il rischio di privarsi della generosità del suo protettore e di obbligare i suoi monaci a mendicare. A S. risale anche la stretta povertà di arredamento della chiesa conventuale; del resto gli inizi e gli usi primitivi di Cîteaux sono stati da lui descritti nell'Exordium parvum; da lui pure provenire la Carta Caritatis, regolamento delle relazioni recis-poche tra gli abati cistercensi. Se poi si aggiunge che S., unendo il lavoro intellettuale a quello manuale, fece ad uso dei monaci una recensione della Volgata, si avrà la misura dell'importanza del suo influsso sui destini dell'Ordine cistercense. Festa anticamente il 17 apr., dal 1683 il 16 luglio. Non consta sia stato canonizzato.

BIBL.: Acta SS. Aprilis, II, Parigi 1865, pp. 403-8; PL 46, 1377; Ph. Guignard, Les monum. primitifs de la Régie cisterc., Diogène 1878; J.-P.-P. Martin, St Etienne H. et les premiers recenseurs de la Vulgate latine, in Rev. des sc. ecclés., 4 (1886), pp. 511-6; 5 (1887), pp. 5-44, 97-115, 213-38 (estratto, Papini 1887); E. Vacandard, Vie de St Bernard, I, ivi 1895, pp. 38-39, 40; Dom Othon, Les origines cisterc., in Rev. Mabillon, 22 (1932) e 23 (1933); J. Laurent, Le problème des commencements de Cîteaux, Annales de Bourgogne, 6 (1934), pp. 213-19; J.-B. Mahn, L'Ordre cistercenc et son gouvernement, des origines au milieu du XIIIe siècle, Parigi 1945; Martyr. Romanum, p. 142. Guglielmo Mollat