STEFANO III (IV), PAPA

**STEFANO III** (IV), Papa.- Salito al soglio pontificio il 1° e consacrato il 7 ag. 768, m. il 24 genn. 772. Avendo Costantino II con un colpo di Stato ottenuto la tiara, il primicerio Cristoforo decise di carpigliarla.

Dopo aver conferito con il re dei Longobardi Desiderio, Cristoforo marciò contro Roma. Entrato per tradimento nella città, riunì tutta la popolazione romana nel foro e fece loro accettare la candidatura del sacerdote siciliano S. (1° ag. 768) che fu consacrato vescovo il 7 dello stesso mese. Era un uomo degno che Cristoforo intendeva dominare. Rimaneva inoltre da trattare la sanzione di Carlo e di Carlomanno, figli di Pipino il Breve. L'emissario di Cristoforo difese con abilità la causa in favore di S. III e seppe persuadere i due principi dell'opportunità che egli aveva di tenere un Concilio dove sarebbe apparso l'esposito franco e dove sarebbero state stroncate le sorti dell'antipapa Costantino II.
La riunione conciliare si tenne al Laterano (apr. 769); furono dichiarati nulli tutti gli atti di Costantino, non valide le ordinazioni da lui fatte e senza effetti i Sacramenti da lui amministrati, ad eccezione del Battesimo; e gli fu imposta la relegazione in un monastero. Furono prese disposizioni di conseguenza, e molto gravi: non sarebbero stati più eleggibili al pontificato che cardinali sacerdoti e diaconi e non sarebbero più stati elettori se non elementi ecclesiastici. L'esercito e i laici si contavano di rendere omaggio all'elettore e di ratificare la sua elezione. Furono prese tutte le precauzioni contro l'abuso della forza. Il Concilio dichiarò inoltre legittimo il culto reso alle immagini dei Santi, del Salvatore e della S. Vergine e promulgò l'anatema contro chiunque professasse una dottrina contraria.

Intanto S. III mal sopportava l'ingerenza di Cristoforo nella condotta degli affari della Chiesa e il re Desiderio non aveva dimenticato il modo con il quale era stato giocato da lui durante la caduta di Costantino II. L'uno e l'altro si consultarono a Roma durante la Quaresima del 771. Quale parte ebbe il Papa nella morte del primicerio? A suo dire non fu responsabile; l'errore ricadeva sulla vittima, la quale aveva fomentato disordini a Roma, e sui suoi nemici. In realtà egli avrebbe salvato la vita a Cristoforo se l'avesse preso sotto la sua protezione.

Desiderio ingannò l'attesa del Papa rifiutandogli le soddisfazioni che questi reclamava. S. III morì il 3 febbr. 772.

**

Bibl.:** Fonti: *Codex Carolinus*, in MGH, Epistolae, II; vite di S. III e di Adriano I, in *Lib. Pont.*, I, pp. 468-523. Opere: L. Duchesne, *Les premiers temps de l'Etat pontif.*, 3* ed., Parigi 1911, pp. 110-32; Fliche-Martin-Frutaz, VI, nn. 29-44. Guglielmo Mollat