STEFANO V (VI), PAPA

**STEFANO V** (VI), PAPA. - Di famiglia romana, cardinale prete del titolo dei SS. Quattro Coronati. La sua elezione, avvenuta nel sett. 885, spiacque all'imperatore Carlo il Grosso, che mandò a Roma un emissario per farla annullare da un'assemblea di vescovi. Ma S. riuscì a sventare gli oscuri propositi del sovrano e non ebbe nessuna difficoltà a far riconoscere la sua elezione.

La dissoluzione dell'Impero carolingio creò al Papa non poche difficoltà. Guido, duca di Spoleto, aveva instaurato il modo di procedere dei Longobardi; S. avendo implorato invano contro di lui l'aiuto di Arnolfo di Germania, si rassegnò a consacrare imperatore (21 febbr. 891) colui che prima trattava da cattivo cristiano.

Dal punto di vista spirituale S. esercitò la sua autorità sul mondo cristiano senza incontrare troppi ostacoli. Niccolò I aveva costituito Brema metropoli a detrimento dell'arcivescovo di Colonia; ora questi pretendeva di rientrare in possesso dei suoi diritti. Allora il Papa incaricò Folco, arcivescovo di Reims, di riunire a Worms un concilio che studiasse la causa e gli fornisce gli elementi necessari ad una decisione. In Francia, Fratario, vescovo di Bordeaux, trasferito non canonicamente a Bourges, dovette ritornare alla sua antica diocesi. Aureliano, arcivescovo di Lione, si oppose invano alla elezione del diano Tibaldo alla sede di Langres; il Papa consacrò egli stesso l'elettore e incaricò l'arcivescovo di Reims di facilitargli la via al possesso del suo vescovo. Fra il partito ignaziano e il patriarca di Costantinopoli, intronizzato dal basilica dopo la seconda deposizione di Fozio (886). S. mantenne un prudente riserbo.

Fu vittima degli intrighi del vescovo Vichingo, filodessco contro la liturgia morava, inaugurata da S. Mediolo con il consenso di Giovanni VIII. Non conoscendo che il tratto falsificato, introdotto da uno scriba della Cancelleria papale nei registri del suo predecessore, proibì l'uso di quella liturgia; per questo il principe Svatopluck bandì gli ammiratori di S. Metodio, che passarono in Bulgaria.

S. morì il 14 sett. 891.

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Bibl.:** Lib. Pont., II, pp. 49-51; A. Lapòtre, *L'Europe et les Sites à l'époque carolingienne. Jean VIII*, Parigi 1895; F. Dvornick, *Le second schisme de Photius*; *une mystification histor. in Bvzantion*, 8 (1933), pp. 425-74; Fliche-Martin-Frutaz, VI, n. 475, 497; VII, nn. 1-8, 123; F. Dornick, *Le Schisme de Photius. Hist. et légende*, Parigi 1950. Guglielmo Mollat