STEVENSON, HENRY, senior (STEVENSON W. F. MADDOCK). - Filologo e scrittore della Biblioteca Vaticana, n. a Camberwell (Londra) il 28 luglio 1818, m. a Roma il 19 apr. 1890.
Dottore in filosofia dell'Università di Berlino dopo gli studi compiuti a Parigi, a Ginevra ed a Erlangen, insegnante in Svizzera e in Germania, quasi diseredato dal padre per le sue opinioni religiose, si convertì dall'anglicanismo al cattolicesimo nel 1854 con l'aiuto di mons. Mermillod, la cui rivista *Annales catholiques*, di Ginevra, l'ebbe come collaboratore. Nel 1865 si trasferì definitivamente a Roma. Aiutò il card. G. B. PETRA (v.) per la revisione e l'edizione dei vari libri liturgici greci. Scritto della Biblioteca Vaticana per la lingua greca nel 1879, descrisse i codici greci Palatini e Reginensi e preparò il catalogo dei codici greci Urbani: *Codd. mantser. Palatini graeci Biblioth. Vat. descripti*, Roma 1885; *Codd. mantser. graeci Reginae Suecorum et Pii PP. II... descripti*, ivi 1888. Scrisse anche *Du rythme dans l'hommage de l'Eglise grecque*, ivi 1876; *Theod. Prodromi Commentarios in carmina sacra melodorum Cosmae Hierosolym. et Ioannis Damasceni... Primum edidit, ivi 1888.
HENRY, junior. - Figlio del precedente, archeologo, scrittore della Biblioteca Vaticana, n. a Ginevra l'11 apr. 1854, m. a Roma il 15 ag. 1898. Fu il più stimato dei discepoli romani di G. B. De Rossi. Fu del nucleo primitivo della Società dei cultori dell'archeologia cristiana (1875); uno dei quattro fondatori del Collegio dei cultori dei martiri (1879) di cui redasse in elegante latino la *lex collegii*, e del *Nuovo Bullettino di archeologia cristiana* (1895). Fece ed illustrò varie scoperte nelle catacombe romane: *Cubicolo con graffiti storici nel cimitero di Ciriaca* (in *N. Bull. arch. crist., I* [1895], p. 74 sqg.). A lui si deve la scoperta della cripta dei SS. Marcellino e Pietro, di cui preparava l'illustrazione, quando fu colpito dalla morte; il suo materiale venne utilizzato da O.
Marucchi: *La cripta storica dei SS. Pietro e Marcellino recentemente scoperta sulla Via Labicana* (in *N. Bull. arch. crist., I* [1898], pp. 137-92).
Le sue schede e i suoi appunti per le chiese di Roma, i cimiteri, la topografia, l'antichità profana e cristiana, si conservano con lettere ricevute nei codices *Vat. Lat. 10547-10587* (cf. M. Vattasso - H. Carusi, *Codices Vat. Lat. 10301-10700*, Roma 1920, pp. 290-313) della Biblioteca Vaticana, di cui divenne scrittore per la lingua greca nel 1882 e conservatore del gabinetto numismatico nel 1894. Sue altre pubblicazioni sono: *Il cimitero di Zotic... descritto e illustrato* (Modena 1876); *Scoperta della basi-licia di S. Sinforsa e dei suoi sette figli* (Roma 1878); *Inventario dei libri stampati Palatino-Vaticani* (3 voll., ivi 1886, 1889, 1891); *Statuti delle Arti dei merciai e della lana di Roma* (ivi 1893); (con Fr. Ehrle) *Gli affreschi del Pinturicchio nell'appartamento Borgia del Palazzo Apost. Vat. riprodotti in fototipia e accompagnati da un commemoration* (ivi 1897). Inoltre trattò *Di un insigne pavimento in musica esprimente la geografia dei luoghi santi* (in *N. Bull. arch. crist., I* [1897], pp. 45-102); *Osservazioni sulla topografia della Via Ostiense e sul cimitero ove fu sepolto l'apostolo s. Paolo (ibid., 3 [1897], pp. 282-321); *L'area di Lucina sulla Via Ostiense* (ibid., 4 [1898], pp. 60-76).