STEUCO, AGOSTINO. - Prelato ed erudito, n. a
Gubbio (onde l'appellativo Eugubinus) forse nel 1497, m. a Venezia nel marzo 1548.
Si chiamava Guido, prima di entrare, come fece nel 1513, fra i canonici di S. Secondo. Passò poi alla canonica di S. Antonio di Castello in Venezia come bibliotecario dei libri donati dal card. Grimani. Nel 1529 fu a Reggio; quindi, dopo essere stato a Gubbio quale priore di S. Secondo, venne a Roma e Paolo III nel 1538 lo nominò vescovo di Kisamos (Creta) e prefetto della Biblioteca Vaticana. Recatosi poi a Bologna per partecipare ai lavori del Concilio colà trasferito da Trento, morì durante un viaggio a Venezia. Uomo di vastissima cultura, della sua conoscenza dell'ebraico si giovò negli scritti di argomento biblico: Recognitio veteris testamenti ad hebraicam veritatem, Venezia 1529; Cosmopoeia... expositio trium capitum Genesis, Lione 1535; Enarrationum in Psalmos pars I, ivi 1548; Enarrationes in librum Job, Venezia 1567. Scrisse anche Pro religione christiana adversus Luteranos (Bologna 1530) e Contra Laur. Vallam de falsa donatione Constantini (Lione 1547). Ma l'opera sua principale sono i 10 libri De perenni philosophia (ivi 1540), tentativo d'interpretazione di tutta la filosofia antica al lume dell'idea cristiana. La sua posizione iniziale è un neoplatonismo di derivazione ficiniana con qualche affinità con Pico della Mirandola; in realtà egli tende ad un ampio sincretismo che nell'idea di una pia philosophia lentamente maturata nei secoli e realizzata in pieno dalla Scolastica tenta di convogliare tutte le varie correnti, all'infuori dell'epicureismo, ch'egli sente inconciliabile con la fede cristiana. L'ed. Opera omnia fu fatta per la prima volta a Parigi nel 1577-78 e ristampata poi a Venezia nel 1591 e nel 1601.