STERBINI, PIETRO

STERBINI, PIETRO. - Uomo politico, n. a Sigur-gola il 25 genn. 1793, m. a Napoli il 30 sett. 1863.

Medico e letterato, attivo carbonaro ebbe parte nei moti del 1831, esulò in Francia, si legò al Mazzini, cui fina con svolse un'azione politica che presenta taluni lati poco chiari: si vedano, ad es., le accuse del p. G. Boero: *La rivoluzione romana al giudizio degli imparziali*, Firenze 1850, e del Gualtiero: *Gli ultimi rivolgimenti italiani*, 4 voll., ivi 1850-51, certo non del tutto prive di fondamento. Tornato a Roma nel 1846, dopo l'avvento di Pio IX, fu uno dei più seguiti «tribuni», moderno in apparenza, ma estremista nella stampa clandestina che dirigeva. Tenace avversario di Pellegrino Rossi, fu responsabile moralmente della tragedia del 15 nov. 1848, se non altro per la campagna di odio condotta contro il ministro. Incluso nel gabinetto «democratico» del Muzzarelli con il portafoglio dei Lavori pubblici, in- dustria e commercio, sfrutato demagogo per conservarsi il favore popolare, si rese inviso tanto ai «costituzionali» quanto ai repubblicani, che lo tacciavano di dittatore. Estromesso dal governo nel marzo 1849, ebbe uffici di vario genere, al solo fine di non scontentare il Circolo popolare di cui lo S. era ascoltato. Il circolo si era sconosciuto per servatore dei musei, direttore del comitato di pubblica sorveglianza, commissario straordinario della Repubblica in Frosinone, incaricato di organizzare la resistenza popolare nei Borghi sul finire dell'assedio, fu sempre il rabbioso anticlericale che aveva sollevato la piazza contro il Rossi.

Dopo un altro decennio di esilio in Svizzera e in Francia, nel 1860 si stabilì a Napoli quale direttore del giornale *Roma*, propugnandovi «l'accordo della democrazia con la monarchia e della libertà della religione». Alla fede avita lo S. tornò negli ultimi anni e morì riconciliato con essa.

BIBL.: C. Minnocci, *P. S.*, in *Dizion. del Risorg. nazionale*, IV, pp. 346-50. Della sua attività parlano ampiamente tutti gli studi sugli eventi dello Stato Pontificio tra il 1846 ed il '48 e sulle Repubblica romana del 1849.