STEFANESCHI, GIACOMO

STEFANESCHI, Giacomo. - Cardinale, n. a Roma ca. il 1270 da Pietro S. e da Perna Orsini, m. il 23 giugno 1343. Bonifacio VIII lo fece cardinale diacono di S. Giorgio al Velabro il 17 dic. 1295. Fu presente all'attentato di Anagni, commesso contro il Papa, da Guglielmo di Nogaret (7 sett. 1303) e ne difese la memoria nel corso del processo svolto durante il pontificato di Clemente V, dietro pressione di Filippo il Bello.

Le sue tendenze nettamente ghibelline gli tolsero ogni influenza politica sotto Clemente V, Giovanni XXII e Benedetto XII. Ha lasciato importanti opere che forniscono preziose informazioni storiche e liturgiche sugli avvenimenti contemporanei. L'Opus metricum è un poema storico a struttura assai complessa che egli non ebbe il tempo di rivedere. La sola edizione critica è quella di Fr. X. Seppelt nei Monumenta Coelestiniana (Paderborn 1921; V. le osservazioni raccolte da R. Morghen, Il card. Capo Gaetano S. e l'edizione del suo Opus metricum, in Bull. Istit. stor. ital., 46 [1931], pp. 1-39). L'Opus metricum comprende una vita di s. Pietro Celestino redatta prima del 17 dic. 1295, una memoria sull'elezione e l'inconvenzione di Bonifacio VIII, terminata dopo il 1300, e un'altra sulla canonizzazione di s. Pietro Celestino. L'opera subì ritocchi durante la vacanza della S. Sede seguita alla morte di Celestino V. L'autore vi aggiunse una lettera dedicatoria, del 28 genn. 1319, ai Celestini di Sulmona. Il Giubileo del 1300 fornì al cardinale l'occasione di esporre in un opuscolo le origini e gli scopi del Giubileo. La sua dissertazione Liber de centesimo sive Jubileo anno fu più volte stampata: in Biblioteca maxima veterum Patrum (XXV, Lione 1677), in Bessarione, 7 (1900), p. 299 sgg.; trad. it., Brescia 1950 (cf. anche in Bull. Istit. stor. ital., 61 [1949], pp. 163-72).

Il suo cerimonia romano costituisce una miniera di importanti informazioni sugli usi della corte pontificia nel sec. XIV e sulle differenze tra questi e quelli delle epoche precedenti. Fu pubblicato dal Mabillon, Museum Italicum (II, Parigi 1689, pp. 241-443). La sua stesura risale agli anni compresi tra il 1304 e il 1328. La primitiva stesura esiste nel manoscritto 1706 della Biblioteca di Avignone, di cui sono stati pubblicati alcuni estratti da Fr. Ehrle, Zur Geschichte des päpstlichen Hof-herrenminales im XIV. Jahrhundert, in Archiv für Literatur- und Kirchengeschichte, 5 (1889), pp. 565-87; L. H. Lambarde, Le cérémonial romain de Jacques Cajetan, in Bibliothèque de l'Ecole des Chartes, 54 (1893), pp. 45-74; G. Mollat, Misc. Avenionensia, in Mél. d'archeol. et d'hist., 44 (1927), pp. 1-5 e da E. Müller, Das Konzil von Vienne, Münster 1934, pp. 671-78. M. Andrieu ha vittoriosamente contrastato la tesi sostenuta dal p. C. Colomban Fisher contro l'autenticità dell'Ordo XIV pubblicato dal Mabillon (L'Ordinariae de la chapelle papale et le card. Jacques Gaétan S., in Eph. lit., 39 [1925], pp. 230-260). Una vita di s. Giorgio martire esiste nel cod. 129 C dell'Archivio capitolare della basilica di S. Pietro di Roma e secondo Garampi (Illustrazione di un sigillo della Gargagnana, Roma 1759, p. 74), risalirebbe al 1316. Il ms. lat. 5931, f. 95-102° della Bibl. naz. di Parigi contiene una relazione di un miracolo avvenuto ad Avignone nel 1320 grazie alla S. Vergine. - Vedi tav. XC.

BIBL.: I. Hasel, Kard. J. Gajetani S. Ein Beitrag zur Literatur-und Kirchengesch. des beginn. XIV. Jahrh., Berlino 1908; F. Fisher, Un Ordo de la Curie romaine au XIVe siècle, in Bull. de l'ist. eccl., 35 (1934), pp. 104-24; St. Baluze, Vitae paparum Avenionensium, ed. G. Mollat, II, Parigi 1927, V. indice; M. Andrieu, Le Pontif. romain au moyen âge, II (Studi e testi, 87). Città del Vaticano 1940, pp. 284-94; A. Frugoni, La figura e l'opera del card. Jacopo S. (1270 c.-1343), in Atti Accad. dei Lincei. Rend. Sc. mor., 5 (1950), pp. 397-424. Guglielmo Mollat