STEVENSON, ROBERT LOUIS

STEVENSON, ROBERT LOUIS. - Narratore scozzese, n. a Edimburgo il 13 nov. 1850, m. a Samoa il 3 dic. 1894.

È uno di quei rari scrittori in cui la cultura si sposa all'estero inventivo meglio rilevandone l'originalità nativa. La sua sorprendente fantasia non toglie che la sua ammirazione possa sia solidamente e sapientemente costruita. Sì, fu un originale continuatore di Walter Scott nei suoi romanzi d'ambiente storico scozzese, tra i quali vanno ricordati soprattutto *Kidnapped* (1886), *Catriona* (1893), *The master of Ballantrae* (1889) e infine l'incompiuto *Vier of Hermistone* (1896), da alcuni critici ritenuto il suo capolavoro. Accanto a essi si collocano i racconti ispirati dai Mari del Sud, ove si stabilì per motivi di salute: il popolarissimo *Treasure Island* (1883) e diverse raccolte di novelle e bozzetti esotici. Per questi prese l'abbrivo dalla lettura dell'americano Melville, ma s'ispirò soprattutto alle sue vive impressioni di paesaggio che colse con occhio d'artista e rappresentò in pagine ammirovoli per consumatezza di stile. Scrisse anche versi, soprattutto per i fanciulli: *A child's garden of verse* (1885)

STEVENSON ROBERT LOUIS - STILICONE FLAVIO

of metaph., ecc. 2 voll., ivi 1815-22; Philosophy of the active and moral powers of man, 2 voll., 1828) espone quella che può chiamarsi la sua dottrina delle «leggi fondamentali della credenza», secondo la quale sono in- nate in noi leggi primitive ed elementari, che ci fanno credere, con irresistibile persuasione, nell'esistenza del mondo esterno (delle cose percepite) e di noi stessi (dei soggetti senzienti e pensanti), nell'uniformità delle leggi della natura, nella continuità della nostra identità per- sonale, ecc.

BIBL.: Works, a cura di W. Hamilton, Edimburgo 1854-58; F. Harrison, The philosophy of common sense, Londra 1907. V. SCOZZESE, SCUOLA, SCUOLA; SENSO COMUNE. Michele Federico Sciacca