STOSS, Veit (Stwosz Witr). - Scultore del tardo gotico tedesco, n. probabilmente a Norimberga nel quinto decennio del sec. XV, m. ivi nel 1533.
Il suo primo periodo d'attività artistica si svolse in Polonia tra il 1477 e il 1496; di questo periodo è il suo capolavoro, il grande altare ligneo della chiesa di Maria Vergine a Cracovia, nella quale si conserva pure un suo Cristo in croce. Anche notevoli sono del suo periodo poco alcun monumenti sepolcrali marmorei, tra cui prima di tutto quello del re Casimiro Jagellonida (m. nel 1492) nella cattedrale di Wawel a Cracovia, quello del card. Zbigniew Olensicki (m. nel 1492) nella cattedrale di Gniezno (Gnesen) e quello del vescovo Mosinski nella cattedrale di Wloclawek. Recentemente a Salisburgo (Nonnberg) è stato scoperto un altare scolpito da S.
Nel 1496 lo S. si trasferì a Norimberga, dove ebbe una vita tormentata e tempestosa; per aver falsificato una cambiale ebbe nel 1503 impressi dal boia sulle guancie dei marchi d'infamia. In mezzo a questi guai l'attività artistica del suo periodo norimberghese si presenta più debole; la più notevole opera di esso è l'Annunciazione della chiesa di S. Lorenzo a Norimberga. In Italia esiste una sola opera ritenuta di S.; è il S. Rocco della Cappella Guadagni nella S.ma Annunziata a Firenze.