STRATIGRAFIA DI C

STRATIGRAFIA di C. Mazia
STRATIGRAFIA di C. Mazia

STRATIGRAFIA - Fig. 5. - Successione inversa di strati (dall'alto in basso, nell'ordine 1, 2, 3, 4: serie invertita), in una piega rovesciata profondamente erosa. La parte punteggiata completa la piega rovesciata originaria.

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(per cortesia di C. Mazia)

I. ANOMALIE STRATIGRAFICHE

Se due o più strati depositati successivamente senza interruzione di sedimentazione si sovrappongono regolarmente uno sopra l'altro, si dicono concordanti (fig. 1). Talvolta invece è avvenuto che, dopo la deposizione di un gruppo di strati, per un ritiro graduale o brusco del mare (regressione) il fondo marino è emerso, cioè è entrato in una fase di continentalità, durante la quale la sua superficie è stata variamente erosa. Se dopo un certo lasso di tempo questa regione viene nuovamente coperta dal mare (ingressione), gli strati che vi si depositano, anche nel caso che sussista un parallelismo con quelli più antichi, si dicono discordanti (discordanza stratigrafica; fig. 2), mentre l'assenza di deposito marino costituisce una «lacuna di sedimentazione». I depositi che si succedono regolarmente sovrapposti o che siano compresi tra un'ingressione e una regressione appartengono ad uno stesso ciclo di sedimentazione.

IV. SCALA STRATIGRAFICA E SUE DIVISIONI

Coordinando i risultati degli studi paleontologici e dei cicli sedimentari e tenendo conto di tutte le regioni della Terra e anche di altri avvenimenti paleogeografici di carattere generale è stato possibile costruire una successione di termini detta scala stratigrafica. Il più antico tentativo di classificazione cronologica pare sia dovuto al Lehmann (1756), al quale seguì quello di A. G. Werner (1789), basato sopra caratteri litologici. Però, prima del Werner, G. Arduino aveva stabilito, fin dal 1759, una classifica-zione geologica divisa in quattro ordini da lui chiamati: primario, secondario, terziario, quaternario; denominazioni, queste, ancora conservate per indicare le quattro grandi eri: paleozoica, mesozoica, cenozoica e neo-zoica, e che corrispondono abbastanza bene, per quanto riguarda l'Italia settentrionale, alla reale successione stratigrafica di questa regione, indicata da Arduino. Nei congressi geologici fu stabilita la nomenclatura da adottare per le divisioni della scala stratigrafica i cui termini sono il gruppo, il sistema, la serie, il piano, la zona e gli equivalenti cronologici sono l'era, il periodo, l'epoca, l'età, l'hemera.

Si noti che i limiti fra le ero sono stabiliti su base paleontologica (scomparsa e apparizione di grandi gruppi di organismi), ma possono coincidere anche con queste discordanze stratigrafiche (tra arcaico e paleozoico, in alcune regioni dell'America del Nord) o con l'inizio di grandi cicli orogenetici (tra mesozoico e terziario: inizio dell'orogenesi alpina).

I periodi geologici possono coincidere, in determinate località, con grandi cicli di sedimentazione, limitati da parziali ritiri del mare (pliocene, nella Penisola italiana). Per le divisioni minori, pur potendovi corrispondere cicli di sedimentazione, il criterio di separazione è basato sempre più sui fossili caratteristici (generi, specie, varietà). La «zona» è veramente l’unità paleontologica: essa può corrispondere ad un solo strato e può essere rappresentata da una sola specie di fossile caratteristico. Alcuni periodi (carbonifero, permico, triasico), poiché se ne conoscono per vasti estensioni gli affioramenti di origine sia marina che continentale, hanno doppia divisione e nomenclatura. Naturalmente non esiste in nessuna regione della Terra una sezione naturale che mostri tutta la serie stratigrafica, dall’arcaico ad oggi; però si conoscono località dove sono rappresentate le successioni complete di tutta un’area o un periodo (paleozoico, nell’Inghilterra sudoccidentale; mesozoico e quasi tutto il cenozoico in alcuni settori dell’Appennino umbro-marchigiano; il devoto nella Valle della Mosa, ecc.). Si ricorda infine che i periodi geologici traggono il nome o la località geografica, talora latinizzate, dove i terreni sono stati studiati per la prima volta (p. es., cambrico, da Cambria, nome latino del Paese di Galles) o dal tipo prevalente o caratteristico della roccia (p. es., carbonifero, nell’Europa occidentale, per la presenza di grandi quantità di carbone fossile).

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