STURE, STEN, il GIOVANE. - Uomo politico svedese, n. ca. il 1493, m. il 3 febbr. 1520. Figlio di Svante Nilsson, che dopo Sten Sture il Vecchio era stato reggente dal 1504 al 1512, aveva alla morte del padre poche probabilità di succedergli nella carica.
Il Consiglio del Regno infatti si era apertamente dichiarato per Erik Trolle, favorevole ad una politica di distensione verso la Danimarca. Ma S., che poté valersi dell'esperienza dei vecchi consiglieri del padre, e che dal genitore era stato posto nel possesso delle più importanti fortezze del paese, contrastò la designazione del Consiglio del Regno, che nel luglio 1512 fu pertanto costretto ad affidargli la reggenza. Una volta al potere, sua prima preoccupazione fu quella di rafforzarsi. Contro l'infida collaborazione del Consiglio e dei nobili, fece appello al popolo con il cui aiuto instaurò nel paese una vera e propria dittatura personale. Non ammise altro potere politico al di fuori del proprio e di fronte al rifiuto del nuovo arcivescovo Gustav Trolle (figlio di colui che aveva voluto contrastargli la reggenza) di consegnargli la fortezza familiare di Ståket, la fece stringere d'assedio e distruggere. Lo stesso arcivescovo fu imprigionato, ma liberato nel 1518 dietro intervento del legato papale Arcimboldi. Cristiano III di Danimarca, approfittando delle condizioni politiche interne della Svezia, nel 1520 colse pretesto dall'interdetto e dalla scomunica papale contro S., pronunciate dopo l'invio a Roma da una dettagliata relazione di Trolle, per invadere il paese e per insediarsi sul trono di Svezia. S., ferito in battaglia, morì di lì a pochi giorni.
BML.: G. Carlsson, S. S. d. y., in Scandia, 2 (1929), pp. 107-33; S. U. Palme, Riksförståndarvalet 1512, Uppsala-Lipsia 1949; G. Wieselgren, S. S. d. y. och Gustav Trolle, Lund 1949.