Almeno fin dal sec. V fu sede episcopale. Nel luglio del 599 il papa s. Gregorio scrisse due lettere, l'una a Gaudioso vescovo di Gubbio e l'altra al clero e popolo di T. «di sacerdoti proprii regimine destituitam» perché fosse ivi eletto un nuovo vescovo (cf. Jaffé-Wattenbach, nn. 1712-13). Secondo la tradizione, fu eletto, allora, il vescovo s. Facendino. La Legenda di s. Facendino, però, reperibile oggi in due redazioni diverse (la più antica nel cod. Vat. lat. 7853 della fine del sec. XIII e quella di poco più recente, tra l'altro, nel cod. Vat. lat. 3921, da cui la trascrizione i Bollandisti per gli Acta SS. Augusti, VI, Parigi 1868, p. 471 seg.) non ha alcun riferimento cronologico. F. Lanzoni, perciò, ha avanzato l'ipotesi che il vescovo Facendino di T. sarebbe da identificarsi con il Facundinus ricordato da s. Atanasio (cf. PG 25, 340) tra i quindici vescovi italiani che, pur non intervenendo di persona, approvarono il Sinodo di Sardica dell'anno 342. Probabilmente deve attribuirsi a T. anche il vescovo Gaudenzio presente al Concilio Romano del 499 perché la lezione più attendibile dei codici ha: «Gaudentius episcopus Ecclesiae Tadinensis».
Con la distruzione della città nel piano, scomparve anche la sede episcopale e il suo territorio fu annesso nel 1006 alla vicina sede di Nocera. La principale chiesa di Gualdo T., quella abbaziale di S. Benedetto, fu eretta collegiata il 26 maggio 1847 e cattedrale «honoris tantum causa» con decreto della S. Congr. Concistoriale del 2 genn. 1915 con la nuova Nocera Umbra (v.) e Gualdo T. Protettore della città è il b. Angelo, eremita camaldolese del sec. XIV.