tent.
della Madonna. I canonici di Utrecht, in una lettera, tra il 1112 e il 1114, all'arcivescovo di Colonia Federico, che teneva prigionieri T., Everwacherus e Manassès, aggravarono per animosità le accuse: T. si riteneva Dio facendosi attribuire onori divini dai seguaci, che bevevano l'acqua in cui s'era lavato considerandola un Sacramento di santificazione o una reliquia; aveva celebrato un sacrilego rito nuziale con Maria S. ma, impalmandone una statua e invitando i seguaci ad offrire doni; teneva famigliarità immorale con ragazze e spose; procedeva con apparato e insegne regali fra una scorta armata. T. sconvolse in modo particolare la popolazione di Anversa, male assistita spiritualmente dal solo parroco concubinario della chiesa di S. Michele. L'eresia perdurò anche dopo la morte di T., intaccando perfino i canonici. Burcardo, vescovo di Cambrai, nell'opera di riforma vi chiamò verso il 1121-23 s. Norberto il quale, coadiuvato dal discepolo s. Evermond, riuscì a togliere gli abusi contro l'Eucaristia, e molti seguaci di T. riportarono le particole consacrate che tenevano nascoste da molti anni. Il b. Waltmann, primo abate di S. Michele, disperse gli ultimi tanchelmiti.