Canonico e poi arcidiacono di Bologna (1226), è noto fin dal 1214 come decretorum magister; fu anche gran cancelliere dell'Università. Oltre l'insegnamento ebbe numerosissimi incarichi di fiducia dai pontefici Innocenzo III, Onorio III e Gregorio IX, soprattutto per dirimere vertenze ed eliminare abusi (causa con il podestà di Mantova per Massa Fiscalia, scomunica del pretore di Firenze per il privilegio del foro, questione tra l'arcivescovo di Ravenna e la città di Cervia, tra l'abate di Nonantola e il vescovo di Pistoia). Ebbe parte nella composizione di liti nella stessa Bologna (monaci di S. Michele contro il Capitolo, vescovo contro i Canonici Regolari di S. Salvatore, Bolognesi e Modenesi, vescovo e Comune); fu membro della Commissione per la canonizzazione di s. Domenico. Quando Onorio III pubblicò la Compilatio quinta gliela dedicò, raccomandandone la diffusione e l'osservanza nelle scuole e nei tribunali. Le sue opere genuine sono: Ordo iudiciarius, scritto tra il 1214 e il 1216, raffazzonato da Bartolomeo da Brescia nel 1236 (ultima ed., a cura di F. Bergmann, Gottinga 1842); Simma de martiniano, scritta tra il 1210 e il 1214 (ultima ed., a cura di A. Wunderlich, Gottinga 1841); Apparatus ad Compilationem I, II, III: il 10 (1210-15) è compreso nella glossa ordinaria, il 20 (scritto prima del 1215) fu rifatto insieme al 10 dopo il 1220, il 30 (1220) è compreso nella glossa ordinaria: Glossae ad Compilationem V; Provinciale (manoscritti a Bamberg e Einselden).
TANCREDI (TANCREDU)
Bibl.: G. Fantuzzi, Notiz. degli scritti. bolognesi, VIII, Bologna 1790, p. 76-86; F. Bergmann, Pilii, T., Gratiae Libri de iudiciorum ordine, Gottinga 1842; F. C. de Savigny, Stor. del dir. rom. nel medioevo, II, Torino 1857, pp. 205-205; J. F. V. Schulte, Gesch. der Quellen und Literatur des can. Rechts, I, Stoccarda 1875, pp. 109-205; F. Valls-Taberner, Intorno alla Summa de sponsalibus et matrimonio del Maestro T. di Bologna, in Riv. di storia del dir. ital., 11 (1938), pp. 367-82.