TARASIO, patriarca di COSTANTINOPOLI, santo. - N. il 730 ca., m. nell'806. Figlio del prefetto civile di Costantinopoli, diventò presidente della Cancelleria imperiale (proto a secretis) sotto l'imperatrice Irene, la quale influì sulla sua elezione alla dignità patriarcale del 784.
Il papa Adriano I, al quale il neoeletto si rivolse con una lettera accompagnata dalla professione di fede, non annullò questa elezione benché ne rimproverasse il modo poco canonico. I tempi dell'iconoclasta consigliavano mitezza riguardo all'imperatrice iconofila ed al suo protetto. Infatti il nuovo patriarca si acquistò meriti soprattutto nel II Concilio di Nicea (ecumenico VII) che definì ortodosso il culto delle sacre immagini. Anche i suoi decreti contro la simonia furono salutati. Soltanto nella questione del matrimonio dell'imperatore Costantino VI con Teodota, cugina di s. Teodoro di Studio, si mostrò all'inizio poco energico cosicché gli studiti e gli altri zelanti ne furono malcontenti. Ma dopo che il patriarca depose il sacerdote Giuseppe, che aveva benedetto le nozze sacrileghe dell'Imperatore, acquistò anche la lode dei suoi avversari.
T. diede un eccellente esempio di carità cristiana con la fondazione di un ospedale e di case per i poveri. La Chiesa bizantina e la Romana venerano T. come santo; festa il 18 febbr.