TAVELLA, GIOVANNI, detto da TOSSIGNANO, beato. - Vescovo di Ferrara, n. a Tossignano nel 1368, m. a Ferrara il 24 luglio 1446.
Di famiglia modesta, studiò legge a Bologna (28 luglio 1408), entrò nei Gesuati a S. Eustachio. Inviato a Venezia per sottrarsi alle pressioni dei genitori, ritornò poi a Bologna nel 1426 ed inviato come priore a Ferrara si adoprò per costruire la chiesa, annessa al monastero, dedicandola a s. Girolamo, patrono della sua Congregazione. Rimasta vacante la sede di Ferrara il T. fu pro-
posto ad Eugenio IV, quantunque fosse soltanto chierico. Il Papa accettò e T. fu eletto vescovo nel 1431. Visitò la diocesi annualmente tenendovi sinodi, mostrandosi sempre premuroso verso i poveri ed i malati. In seguito alla peste nel 1440 iniziò l'ospedale di S. Anna, per provvedere all'incuria degli altri ospedali della città. Assistette al Concilio nel 1438 e poi a quello di Firenze, dopoché dovette lasciare Ferrara in seguito a calunnie di nemici. Scrisse in volgare per le monache dei SS. Abbondio ed Abondanzio di Siena un trattato Della perfezione della vita spirituale, pubblicato poi in latino con mutazioni a Venezia nel 1580 con il titolo: De perfectione religionis; le Regulae... pauperum fessuatorum insieme con la Vita del fondatore, il b. Giovanni Colombini (1504-67; St. Baluzio, Miscellanea, IV, Lucca 1764, pp. 566-82). Sono discusse le parti bibliche da lui tradotte e ricucite nella Bibbia del Malermi (1471), come pure quelle delle opere di s. Gregorio (Morali, lib. 19, capp. 18-35) e di s. Bernardo (Sermoni), tradotte forse per Polissena Condulmer, sorella di papa Eugenio IV.
In occasione di una piena del Po, avrebbe arrestato prodigiosamente l'inondazione. Per la fama dei miracoli da lui compiuti, Clemente VIII (Ferrara 1598), Benedetto XIV (decr. 20 luglio 1748), Gregorio XVI (decr. 27 genn. 1832), Pio IX (17 luglio 1846) ne riconobbero il culto per le diocesi di Ferrara ed Imola.