Enciclopedia Cattolica vol. XI, 1953 Agiografia Santi

TECLA, SANTA, MARTIRE

Festa: 23 settembre

English Cita
TECLA, santa, martire - Il martirio di s. T. Particolare del retablo dell'altar maggiore, opera di Pedro Juan de Valfogona (sec. XV) Tarragona, Cattedrale.
TECLA, santa, martire - Il martirio di s. T. Particolare del retablo dell'altar maggiore, opera di Pedro Juan de Valfogona (sec. XV) Tarragona, Cattedrale.

TECLA, santa, martire. - Veneratissima nell'antichità, aveva il principale centro di culto a Seleucia dove esisteva un importante santuario, meta di frequenti pellegrinaggi, ricordato da s. Gregorio Nazianzeno (PG 35, 1105) e ricostruito dall'imperatore Zenone (Evagrio, Hist. eccl., III, 8).

Tutti i martirologi greci e latini hanno il suo nome sotto date diverse. Chiese a lei dedicate erano a Costantinopoli, Roma, Milano; la sua immagine si trova nei musaici della basilica cufrasiana di Parenzo. La figura storica di T. però è avvolta nella leggenda, che la fa nascere a Iconio. Ignoto è il luogo della sua sepoltura; non si trovava infatti nel celebre santuario di Seleucia, come chiaramente si deduce dalla biografia della Santa scritta nel sec. V dal vescovo della città, Basilio. Le varie recensioni della Passio (BHG, 1710-19; BHL, 8020-25) derivano tutte dagli apocrifi Actus Pauli et Teclae (Enc. Catt., IX, 725), rigettati sino dal cosiddetto Decretum Gelasianum, ed il cui autore, un presbitero dell'Asia, fu smascherato come falsario e deposto dall'ufficio (Tertulliano, De baptismo, 17).

Bibliografia8 opere
BIBL.: Acta SS. Septembris, VI, Parigi 1867, pp. 545-68; O. Gebhardt, Passio s. T. virginis (Texte und Untersuch., 22, II), Lipsia 1902; E. Lucius, Die Anfänge des Heiligenhalts in der christl. Kirche, Tubinga 1904, pp. 205-14; Synax. Constantinop., coll. 75, 78; H. Delchaye, Les recueils antiques de miracles des saints, in Anal. Bolland., 43 [1925], pp. 49-57; Martyr. Hieronymianum, p. 523 sgg., 655 sgg., 660; H. Delchaye, Les origines du culte des martyrs, Bruxelles 1933, p. 161 sgg. e passim (v. indice); Martyr. Romanum, p. 412 sgg. Agostino Amore

ICONOGRAFIA

L'iconografia di T. è ispirata alle leggende. La più notevole rappresentazione di T. (sec. V) sta sulla volta di una delle cappelle funerarie di El-Bagacouat nella Grande Oasi egiziana. L'apostolo Paolo e la Vergine, seduti di fronte su grossi sgabelli pieghevoli, sembrano in conversazione. T. regge tra le due mani, poggiato sulle ginocchia, un libro o una tavoletta per scrittura, mentre Paolo le porge uno stilo. Sulla fascia circolare al di sopra delle scene sono indicati i loro nomi in greco. Anche in un marmo del sec. IV proveniente dal portico della chiesa di Etschmiadzin nel Caucaso, di fronte a Paolo seduto e in atto di parlare T. sta in piedi, in ascolto, con la destra sul petto. Le due figure sono inquadrate in due arcate, divise da una colonna ionica (cf. J. Strzygkowski, Das Etschmiadzin Evangeliar, in Byzantinische Denkmäler, I, Vienna 1891, p. 6 sgg.). I nomi dei due santi si ritrovano su un frammento di sarcofago (sec. IV) rinvenuto nella basilica di S. Valentino sulla Flaminia, ora al Museo Capitolino di Roma. T. è il nome del naviglio che trasporta l'Apostolo insieme con un altro personaggio, mentre un terzo pescatore è seduto sulla riva. Simbolicamente quindi esprime l'immagine dell'anima (della defunta omonima?), rigenerata dal Battesimo e portata al cielo per intercessione di Paolo (cf. Wilpert, Sarcofagi, tav. 10, 3; M. Simon, L'apôtre Paul dans le symbolisme funér. chrét. Sur un fragment de sarcoph. avec barque et scène de pêche, in Mél. d'archéol. et d'hist., 50 [1933], pp. 156-82).

Desunto dagli apocrifi è invece l'episodio dell'arresto di Paolo alla presenza di T. su un sarcofago di Marsiglia (Wilpert, Sarcofagi, p. 166, tav. 16, 3), mentre al martirio della Santa allude il rilievo di un monile egizio conservato nel Kaiser-Friedrich-Museum di Berlino, che mostra T. tra i leoni e, vicino, Daniele tra le stesse fiere. Una rappresentazione del tutto unica di T. fu eseguita su una stele copta del Museo del Cairo: la vergine è in atteggiamento di orante, vestita del solo perizoma (H. Leclercq, v. Thècle, in DACL, XV, coll. 2225-36). Su due avori invece ricorre ancora la scena della predicazione di Paolo presente T. Il primo, nel British Museum, mostra l'Apostolo che legge seduto, mentre la vergine si sporge dalle mura; il secondo, al Louvre, ripete in sostanza il precedente, ma in una composizione più ampia e complessa, discussa e variamente interpretata dagli studiosi (cf. R. Schlumberger, in Monuments Plot, 1 (1894), p. 165; id., in Mél. d'Arch. Byz., 1895, p. 193). Su alcune ampolle (secc. IV-V) in argilla rossa, ora al Museo di Alessandria d'Egitto, insieme al martirio di s. Menna è associata T. tra le bestie feroci (C. M. Kaufmann, La découverte des sanct. de Ménus dans le désert de Maréotis, Alessandria 1908, p. 71, fig. 67; id., Zur Ikonogr. der Menus-Ampullen, Cairo 1910, pp. 139-41 e passim, fig. 85).

A Roma un piccolo cimitero sulla Via Ostiense porta il nome di T.; ma trattasi di altra santa sepolta a poca distanza dalla tomba di Paolo e alla quale era dedicato l'edificio sopratterra ora scomparso. È menzionato dagli Itinerari e fu esplorato da M. Armellini nel 1870; comprende la cripta storica « in qua corpus eius quiescit » e un breve sviluppo di gallerie regolarmente scavate. Scarassissimo le iscrizioni, e poche pitture in due arcosoli: uno con le figure di Mosè, Daniele, Giona, un'orante tra santi, un Buon Pastore, il Salvatore col libro dei Vangeli e Abramo che mostra l'Agnello nel simbolo del sacrificio divino; l'altro, rinvenuto recentemente e i cui frammenti sono ora nel Museo sacro della Biblioteca Vaticana, con una figurazione discussa, nella quale sembrano rappresentati episodi della leggenda della T. d'Iconio. Dallo stesso cimitero proviene la scultura lateranense con la rappresentazione del defunto Marco, seduto in cattedra con un ramoscello d'ulivo in mano.

Bibliografia4 opere
BIBL.: M. Armellini, Das wiedergefundene Oratorium und Coenestorium der heil. Thetis aus der Via Ostiense, in Röm. Quart., 3 (1889), pp. 343-53; O. Marucchi, Le catar. rom., ed. postuma, Roma 1933, pp. 128-31; A. Ferrua, Recursi ritrovam. d'antich. polcocrist. in Roma e nei dintorni, in Atti del I Congr. Naz. di Arch. Crist., Roma 1952, pp. 149-51; trav. 22 e 23.

Pasquale Testini

Informazioni sulla voce

Di Agostino Amore, Pasquale Testini

Fonte Agostino Amore: firma a stampa; Pasquale Testini: firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), coll. 1860–1861.

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Amore, Agostino, and Pasquale Testini. “Tecla, santa, martire.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XI, coll. 1860–1861. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/tecla-santa-martire.

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Amore, Agostino, and Pasquale Testini. “Tecla, santa, martire.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 1860–1861. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/tecla-santa-martire.

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