- Vescovo di Civita Castellana e Orte, n. a Carrara il 17 ott. 1668, m. il 1º marzo 1739 a Civita Castellana.
Consegui la laurea in utroque iure a soli 19 anni nell'Università di Pisa, poi esercitò l'avvocatura a Firenze. Dal 1691 fu a Roma uditore del principe Savelli e del card. Casini. A 27 anni sentì la vocazione al sacerdozio e, dopo aver studiato filosofia all'Università Gregoriana, e teologia alla Minerva, fu ordinato sacerdote il 9 nov. 1698. Stimato dai papi, gli furono offerte le sedi di Fidenza e Foligno, Osimo e Cingoli, che rifiutò. Cilmente XI riuscì ad affidargli le diocesi riunite di Cipriotta Castellana e Orte (1718). Nel Concilio di Roma (1725), per incarico di Benedetto XIII, tenne il discorso di chiusura con ammirazione di tutti ed ebbe in premio la nomina ad assistente al Soglio.
Uomo di straordinario zelo, rinnovò spiritualmente le sue diocesi. In costante relazione con i santi del suo tempo (s. Paolo della Croce, s. Giovanni Battista De Rossi, s. Leonardo da Porto Maurizio) ne imitò gli esempi. Alla sua morte s. Leonardo pronunziò un lusinghiero giudizio sulla santità del T. La sua causa di beatificazione e canonizzazione fu introdotta il 23 dic. 1756 e il decreto sulle virtù fu emanato il 5 ag. 1794.