TEOFILO, VESCOVO DI ALESSANDRIA

TEOFILO, vescovo di ALESSANDRIA. - N. nel 385, m. nel 412. Spiegò una grande attività nella distruzione dei templi pagani e nell'erezione di chiese cristiane.

Carattere non libero da ambizioso e poco scrupoloso nella scelta dei mezzi, fu l'anima della persecuzione contro s. Giovanni Crisostomo insediato nella sede bizantina che T. voleva riservata per qualche alessandrino sua creatura. Il Concilio permanente di Costantinopoli presieduto da T. depose nel 403 il Crisostomo, esiliato nel 404. Pretesto di tale inimicizia l'ospitalità concessa dal Crisostomo ai tre monaci chiamati «Macrodelfi» espulsi da T. perché favorevoli all'originismo. Papa Innocenzo I chiamato in causa dal Crisostomo scomunicò T. e la scomunica l'accompagnò fino alla morte. T. ebbe successo nella sede suo nipote s. Cirillo.

Poco resta del copioso patrimonio letterario di T. (ed. PG 65, 53-68). È conservata soltanto una piccola parte delle sue 27 lettere pasquali e di rado nel testo originale greco. Lo stesso si dica di altre sue lettere e delle omelie fra le quali quella In mysticum caenam (attribuita a S. Cirillo: PG 77, 1016-29), quella in copto sulla Croce ed il buon ladrone (ed. F. Rossi, Papiri copiti del Museo egiziano di Torino, I. Torino 1887, pp. 64-90) e un'altra anche in copto sul pentimento e sulla sobrietà (ed. e vers. inglese E. Budge, Coptic Homilies in the dialect of Upper Egypt, Londra 1910, pp. 65 e 212). Si conserva anche un frammento del Canone pasquale presentato da T. a Teodosio I. È dubbia l'autenticità della Visione sulla fuga della s. Famiglia in Egitto (ed. vers. siriaica A. Mingana, in Bulletin of John Rylands library [1929], pp. 383-474). La dottrina di T. è ortodossa e la sua autorità è stata invocata durante la controversia monofisitica.

Bibl.: G. Lazzati, T. d'Alessandria, Milano 1935 con bibl.; R. Delobel - M. Richard, s. V. in DThC, XV, coll. 523-30; B. Altaner, Patrologie, Friburgo in Br. 1950, p. 240.

Ignazio Ortiz de Urbina