TEOGNIA

TEOGNIA. - Da θεός = dio = γονεῖν = gene-razione = έ, nella mitologia dei vari popoli, la genealogia degli dèi che hanno presieduto all’organizzazione del mondo.

Essa può cosmogonia (v.) perché mentre questa descrive gli elementi dai quali è scaturita la vita del cosmo (ciclo, terra, acqua, ecc.) la t. dà ad essi nome e figura e li presenta in linea discendente come gli ordinatori e i regolatori dell’universo uscito, grazie a loro, dal caos primitivo. E questo accade non solo perché la nascita degli dèi segue alla formazione del cosmo, ma anche perché la narrazione tende a mettere un ordine nel mondo divino e a disporre gli dèi conosciuti dal gruppo che li venera in quella successione gerarchica che corrisponde allo sviluppo storico del gruppo stesso e al suo progresso etico-sociale; di guisa che gli dèi più antichi o non pertinenti originariamente al gruppo vengono primi nella successione genealogica, ma sono de- tronizzati a profitto del dio del gruppo vittorioso.

Già Erodoto (II, 50-53) Esiodo (v.) il merito di aver genealogicamente ordinato il mondo divino, che era in epoca pregreca (=pelasgica) innominato, e poi da Omero liberamente descritto con l’efficacia creatrice della poesia. Secondo Omero (Iliade, XIV, 201-203; 246; 302) padre degli dèi e degli uomini è Occano mentre Teti ne è la madre; egli sa di Crono relegato sotto la terra e padre di Zeus, Posidone e Hades (ibid., XV, 187-96) e della spartizione tra essi dei tre domini del cosmo: cielo, mare e inferi.

Esiodo nell’organizzare il mondo degli dèi greci intende coordinare in un sistema di ambito nazionale le varie tradizioni spesso confuse e incoerenti, in modo da offrire con questo suo sforzo di condensazione un pantheon ellenico che esprima la fusione dei vari elementi politici, commerciali e di altro genere ormai in atto nel paese greco. Egli perciò dispone le varie divinità secondo un piano rigido di discendenza attraverso quattro età di cui ciascuna è una conquista sull’antecedente e dove è tenuto conto dei legami che legano gli dèi creatori alla loro creazione.

La Teogonia di Esiodo si apre con la cosmogonia. Dal caos (=vuoto) primordiale viene Gaia (=la Terra) e Eros (=il principio vitale fecondo). Dal caos nasce una prima coppia, l’Erebo e la Notte, e da questa la sua contraria, l’Etra e il Giorno. Da Gaia vennero Urano (il Cielo) le montagne e il mare. La sistemazione di questi elementi del mondo, cioè la t. vera e propria, è fatta dalle coppie che si succedono nell’ordinamento del cosmo.

Da Urano nasce l'Oceano, il fiume che cinge la terra e poi le figure mitiche dei Titani. Ciclopi e Giganti. Urano chiude i Titani nelle viscere della terra, ma Crono ultimo dei Titani, per istigazione di sua madre Gaia punisce Urano reaccendone i genitali, e da questi caduti nel mare nascono Afrodite, e poi le Ninfie e le Erinni. Così il regno di Urano è finito e al suo luogo subentra Crono il quale si accoppia con Rhea e genera Hestia, Demetra, Hera, Hades, Poseidone, Zeus. Ma anch'egli, come suo padre, diffida dei figli e l'inghiotte appena venuti alla luce, ragione per cui Rhea, dolente, nasconde Zeus in Creta, facendo in suo luogo trangugiare a Crono una pietra. Così quel che Crono temeva avviene: Zeus lo detronizza, gli fa recere tutti i figliuoli ingoiati, compresa la pietra (collocata a Delfi), e s'insedia al suo posto. In questa maniera comincia il regno di Zeus. Ma il suo potere è subito minacciato dai Titani sorti a lotta forsennata contro di lui. Egli però riesce a domarli e faccatali i chiude nel Tartaro sotterraneo che dista dalla terra quanto la terra dal cielo. E ancor non è tutto, perché Tiphoeus, figlio di Gaia e del Tartaro, suscitato dalla madre in difesa degli altri suoi figli sconfitti si leva a sua volta a tenzone con Zeus, ma anch'egli è vinto e Zeus può così stabilire il suo dominio sul mondo definitivamente ordinato. Da Zeus comincia, mediante accoppiamenti con immortali e mortali, la generazione degli eroi e la t. viene così a collegarsi con le tradizioni mitiche dell'età eroica.

Anche l'orfismo ebbe una sua propria cosmogonia e t. di carattere non semplicemente naturalistico come quella di Esiodo, ma filosofico-morale conforme al pensiero orfico. Ce ne ha tramandato gli elementi Damascio neoplatonico del sec. VI d. C. (De princ., 124 b) da lui attinti al perduto Pentémachus di Ferecide di Siro. Tre sono le essenze primordiali: Zas (da Zy-vi-viere) che è il principio della vita, Chronos il principio del tempo, Chthonii il principio della materia. Dopo la lotta vittoriosa di Chronos contro Ophionius, il serpente che è il principio del caos, avviene l'ordinamento del mondo. Pure a Damascio (De princ., 123) dobbiamo un'altra versione detta delle rapide (orfiche) che pone come principi primordiali Chronos, Aither, Chaos. Chronos fabbrica dal seno di Aither un uovo di cui esce Phanes, il «Brillante». Phanes accoppiandosi con la Notte produce la coppia terra-cielo da cui nasce Krono, che genera Zeus il quale a sua volta genera, da Persefone, Dioniso. Con Dioniso, che nell'orfismo riceve il nome di Zagreo, il mondo divino si riannoda all'umano.

L'Egitto ha sviluppato nei suoi principali centri politici, grazie allo sviluppo delle scuole sacerdotali, varie cosmogonie: t. di Menfi nel Basso Egitto il cui principale dio produttore è Path il cui potere creatore si esercita grazie alla sua parola possente; di Ermopoli nell'Alto Egitto il cui dio produttore Thoth, identificato con Ermote, attraverso un'oggetto di dei locali, mediante un uovo creato da questa produce il dio sole; e finalmente di Eliopoli. Secondo questa cosmogonia esiste in origine il caos primordiale costituito dall'acqua e Atum (ossia Rie) il quale genera una prima coppia: Shu (l'aria) e Tphenis (la pioggia); e una seconda: Geb (la terra) e Nut (il cielo). Da Geb e Nut, il primo raffigurato gia-cente in terra, la seconda sollevata in alto da Shu e poggiante sul suolo con la sola punta delle mani e dei piedi, nascono due coppie di figli: Seth e Nephthis, Osiride e Iside, questi ultimi capostipiti della stirpe umana. Questa è l'enneide eliopolitana sulla quale si modellarono altre cosmogonie locali con elementi tolti alla fantasia popolare.

Anche la cosmologia babilonese contenuta nel Poema della creazione (Enima eli-ide) descrive l'azione ordinatrice del cosmo operata da Marduk, dio solare, al principio delle cose, quando non vi era cielo né terra, ma solo i due principi primordiali Apu, l'oceano, e Ti-imat, il mare, che mescolavano le loro acque dolci e salate in un caos fecondo di vita molteplici. Dalla prima coppia nascono Lahmu e Lahamu, dalla seconda Anšar e Kišar e dalla terza la triade suprema Anu, Bel, Ea. Si determina subito una lotta tra questa triade che rappresenta l'ordine e Ti-imat a capo degli altri elementi che rappresenano il disordine. Marduk accetta la sfida, vince il mostro Ti-imat e ne divide il corpo in due parti con una delle quali forma la volta del cielo, regola i movimenti costituendo in tal guisa lo zodiaco e il calendario.

I Fenici hanno lasciato anche una cosmogonia raccomandata al nome di Sancionatore, la cui versione più importante è dovuta a Filone di Byblos; essa rivela una origine egizia e un'influenza esotica, come si rileva dal mito degli Uranidi, ma appare elaborata in ambiente semi-tico. In principio esiste una cosa aeriforme, da cui nacque Mot, il fango (analogo a Mút e al limo fecondatore del Nilo), e dal fango, per generazione spontanea, tutti gli esseri e gli animali: prima quelli privi di sensazioni, poi quelli intelligenti detti Zophasmin «contemplatori dei cieli», senza dubbio gli uomini, i quali addormentati da principio, furono poi desti dai tuoni provocati dalla separazione degli elementi. Questi una volta divisi tendono a cercarsi, accoppiarsi e a generare la vita sulla terra e nel mare. La coppia principale è costituita da Eliun e dalla «Signora» di Byblos. Da questi provengono Oranos (=Anu) e Gè.

La mitologia scandinava contenuta nell'Edda possiede una t. Dal moto originale si forma a nord il paese del gelo (Nifthiem) e a sud quello del fuoco (Muspell-sheim). Dal gelo liquefatto nascono Ymir e la vacca Adumbla e Buri progenitore di Odino Vili e Ve. Questi ucciso Ymir creano dal suo corpo la terra e il mare. I primi uomini nascono da due alberi cresciuti sulla riva del mare.

L'universo viene diviso in tre parti: Asgard dove abitano gli dèi e si trova il castello Walhall; Midgard ove abitano gli uomini e Hel dimora dei morti; mondo che perirà (crepuscolo degli dèi) per dar posto a una nuova generazione felice.

BIBL.: V. COSMOGONIA; ESODIO. Nicola Turchi