TEONESTO, TABRA E TABRATHA, SANTI, MARTIRI

TEONESTO, TABRA e TABRATHA, santi, martiri. - Incerte ed oscure sono le notizie che li riguardano.

Il Martirologio romano, seguendo una recensione tardiva della Passio, li commemora il 30 ott. ed afferma che morirono ad Altino nel sec. V, vittime degli ariani. Secondo la Passio più antica, invece, sarebbero stati uccisi il 22 nov. da pagani, al tempo dell'imperatore Teodosio I. Nessuna delle due notizie ha fondamento storico, poiché nessun documento antico e degno di fede conosce un Teonesto vescovo di Altino. Probabilmente si tratta di Teonesto martire di Vercelli sul cui sepolcro s. Eusebio edificò una chiesa nella quale fu poi egli stesso sepolto, ma di cui niente si conosce. Egli era venerato in varie città dell'Italia settentrionale e specialmente ad Altino, dove la presenza forse di reliquie fece pensare che vi si trovasse il corpo intero e che quindi fosse stato vescovo. Dei due compagni di Teonesto non si conoscono altre notizie se non quelle riferite dalla Passio; non è escluso però che siano due martiri gotti periti in Tracia nel sec. V ed arbitrariamente accomunati dall'aggiragio a Teonesto. Secondo la Passio, composta prima nel sec. IX, Teonesto era vescovo di Filippi; insieme con il corcepiscopo Albano, i diaconi Tabra e Tabratha ed il chierico Orso si recò a Roma in pellegrinaggio alle tombe degli Apostoli. Di là andò a Milano dove fu ricevuto da s. Ambrogio che lo presentò anche all'imperatore Teodosio I. Passò quindi nelle Gallie, e ad Augusta Orso fu ucciso dai pagani, mentre Albano perì a Magonza. Teonesto con i due superstiti fu messo in una barca che approvò ad Altino dove mentre predicavano furono catturati e decapitati.

BIBL.: Acta SS. Octobris, XIII, Parigi 1883, pp. 335-438; F. Savio, Gli antichi vescovi d'Italia. Piemonte, Torino 1898, pp. 70-84; 493 sq., 418 sq.; Lanzoni, pp. 907-909; H. Delehaye, Les origines du culte des martyrs, Bruxelles 1933, p. 339; Martyr. Romanum, p. 485.

Agostino Amore