TERNI e NARNI, DIOCESI di. - Sedi unite, ma distinte, immediatamente soggette alla S. Sede. T. è città capoluogo di provincia nell'Umbria, sulla destra della Nera. Ha una superficie di ca. 126 kmq. con una popolazione di 62.615 ab. dei quali 62.553 cattolici, distribuiti in 20 parrocchie, servite da 19 sacerdoti diocesani e da 33 regolari; ha un seminario minore, 5 comunità religiose maschili e 16 femminili (Ann. Pont. 1953, p. 421). Per N. V. voce.
T. è l'antica Interna Nahar's dei Romani, sotto i quali fu municipio ascritto alla tribù Chustuninia; è situata sulla Flaminia fra N. e Spoleto. È ritenuta patria dell'imperatore Tacito. Ricevette il cristianesimo contemporaneamente alle città circonvicine. Dall'area cimiteriale suburbana, detta di S. Valentino, si ebbero iscrizioni cristiane delle quali la più antica datata è del 366. La notizia delle ss. Sabina (v.) e Serapia, le cui reliquie sarebbero passate a Roma da Vindemila presso T., non ha fondamento storico sicuro. Venerato a T. VALENTINO V (v.) di cui si fece un vescovo del luogo, ma la cui identità è contrastata con un omonimo santo martirizzato a Roma, probabilmente di T. Nulla si sa sulle origini del vescovato; il primo nome di vescovo storicamente attestato è quello di Pretestato nel 465, cui seguono un Costantino nel 487 e un Felice nel 501; un Omobono è ricordato in un'iscrizione di età incerta. Gregorio I inviò a T. Costanzo vescovo di N. (593-98) e nel 594 gli affidò il governo anche di quella Chiesa, perché non v'era più tanto clero e tanto popolo che richiede la presenza di un proprio vescovo. Nella chiesa di S. Valentino papa Zaccaria s'incontrò con il re Liutprando nel 742. Durante l'alto medioevo T. fu governata dal vescovo di N. o da quello di Spoleto, mentre il Capitolo sottostava direttamente al Papa. Finalmente il 13 genn. 1218 con propria bolla Onorio III reintegrava la sede, e veniva nominato vescovo, a preghiera del clero, un Rainerio, terrano, uomo di santa vita. Subito dopo, con atto del febbr. 1218, il municipio di T. dotò la mensa vescovile. Ancora Onorio, recatosi a T. nel 1219, rimetteva in possesso del Capitolo di T. la basilica di S. Valentino e diffidava il vescovo di N. che deteneva il sovrastante vicinissimo castello di Perticara; inoltre dal Laterano il 23 febbr. 1219 Onorio segnò i confini della diocesi, ben più larghi del presente, che si estendevano su parte delle terre Arnoldi, nella Valnerina, a Ferentillo, e sino ai confini di Norcia. Gli anzidetti luoghi, come giurisdizione laica, erano stati ritenuti, in perpetuo, vicariato delle città di T. e di Spoleto: ma il promiscuo pos-

Terni e Narni, diocesi di - Esterno della chiesa di S. Francesco (sec. xili).
sesso diede motivo a sanguinose lotte, sino a che Alessandro VI con breve del 1502 ne diede governo ai chierici di Camera.
Nel 1591 è vescovo il cremonese Giov. Antonio Onorati il quale nel 1605, con sussidio del Comune, imprende scavi a S. Valentino e rinviene sotto l'altare l'arca plumbea con il corpo del Santo: traslato in Cattedrale, prevale il consiglio di edificare una basilica a S. Valentino e là si riconduce poi il corpo del Santo.
Nell'ultima guerra, nel 1943-44, nonostante i 104 bombardamenti che martoriarono la città, l'allora vescovo mons. Bonomini non abbandonò l'episcopio: nel più duro periodo precedente la ritirata dei Te'deschi, egli fu l'unica autorità rimasta in città, e organizzò mense e soccorsi per le 1500 persone che non vollero o non poterono sfollare.
T. ha un cimitero cristiano dei secc. IV-V, nella basilica di S. Valentino fuori le mura, alcuni sarcofagi romano-cristiani e vanta buon numero di chiese prevalentemente romaniche nelle quali i restauri compiuti dopo la recente guerra hanno non solo condotto al ripristino di belle forme originali, ma alla scoperta di notevoli affreschi.
Il Duomo, la cui struttura, salvo tracce interne della facciata, è ormai settecentesca, conserva una cripta dei secc. VII-VIII; S. Salvatore è una chiesa paleocristiana del sec. V, a pianta circolare, con aggiunte dei secc. XIII e XV, sorta su precedenti costruzioni romane ma da esse indipendente, come recenti scavi hanno mostrato: interessante edificio, coperto a volta, costruito nella caratteristica pietra spugna locale. Altre chiese romaniche: S. Lorenzo a due navate, absidata; S. Cristoforo con pregevoli affreschi dei secc. XIII-XV; S. Alò, di cui sta per iniziarsi il ripristino. Del sec. XIII, successivamente ampliato, il romanico-gotico S. Francesco con navata centrale coperta a volte a costoloni in pietra viva, e ciclo di affreschi del '400 con soggetto dantesco (la cappella Paradisi). Nasce tra i secc. XIII e XV la ora restaurata chiesa agostiniana di S. Pietro, con ampia navata unica, affreschi sovente sovrapposti che vanno da tipi cavalliniani e senesi (lorenzettiani) e d'influssi abruzzesi, a motivi di derivazione dal Gozzoli; S. Maria al Monumento presso il camposanto con tra l'altro affreschi di maniera di Ottaviano Nelli di carattere agiografico (la leggenda delle 'Mele dorate') ha origine nella stessa epoca.
Mentre è assai venerato nella omonima Basilica il patrono S. Valentino, in Duomo è vivissima dal secolo scorso la devozione per la miracolosa immagine della Madonna della Misericordia. A pochi chilometri da T., verso Stroncone, ruderi dell'antica abbazia di S. Benedetto.