TERZIO (TÈPTIO, TERTIUS)

TERZIO (Tèptio, Tertius). - Cristiano di Corinto, discepolo di s. Paolo e suo amanuense per l'Epistola ai Romani (Rom. 16, 22).

Convertito probabilmente dall'Apostolo quando fu a Corinto fra il 51 e il 53, T. prima era forse pagano. Il suo nome latino (Tertius) non dice nulla della sua origine e condizione sociale; né il suo saluto ai fedeli di Roma decide se li conoscesse direttamente, potendo indicare solo l'affetto che univa tutti i cristiani «nel Signore». SICILIA (v.), collaboratore di s. Paolo a Corinto e poi amanuense di s. Pietro, ma forse solo per l'assonanza dell'er. *fetti* (*terzo*) con *Silas*. A scrivere l'epistola ai *Romani* T. prestò la sua opera per ca. un centinaio di ore. Per la sua collaborazione a questo scritto ispirato ebbe una particolare assistenza divina alle sue facoltà esecutive; però poté bastare anche l'assistenza preservativa da errori esercitata dallo stesso s. Paolo (v. *Natura*). Il saluto ai Romani che T. aggiunse di suo (*Rom.* 16, 22: unico caso nell'intero epistolario paolino), forse dietro invito o permesso di Paolo appartenendo al testo autentico e canonico è certamente ispirato.

Le vicende della sua vita sono per il resto ignote. Il *Martirologio romano* non lo nomina; i Greci lo commemorano al 10 nov. come vescovo di Iconio; altre tradizioni isolate lo dicono secondo vescovo di Iconio dopo un Sospiatorio o lo confondono con un Terenzio, vescovo di Iconio (così pure il cod. min. 7, parigino, del sec. XII).

BIBL.: *Acta SS. Iunii*, IV, ed. Anversa 1707, p. 68; R. Cornely, *Comm. in Ep. ad Rom.*, Parigi 1896, pp. 789; J.-A. Van Steenkiste, *Comm. in omnes s. Pauli epistolas*, 6a ed., Brugge 1899, p. 212 sq.; G. M. Perrella, *Introduzione generale alla S. Bibbia*, 2a ed., Torino 1952, p. 59 sq.