THARÉ (EBR. TÉRAH, SETTANTA ΘΆΞΑ, ΘΆΞΑ)

THARÉ (ebr. Térah, Settanta Θάξα, Θάξα). - Padre di Abramo e dei suoi due fratelli Nachor e Aran, a cui insieme si dà quindi da alcuni storici il nome di Terahiti. Con Abramo, Lot (v.) emigrò Haran (v.), ove morì (Gen. 11, 26-27.31; Lc. 3, 34).

Con l'abbandono di Ur e l'emigrazione verso i paesi mediterranei i Terahiti si trasferirono verso le regioni, che furono poi sede della gloriosa storia dei discendenti di Abramo. Di qui l'importanza di T. La Genesi specifica il motivo dell'emigrazione. La tradizione giudaica (Iud. 5,7 sg.) suggerisce che gli emigranti fossero in realtà costretti a fuggire perché monoteisti, non aderenti ai culti locali caldei; posto che questa notizia riguardi tutti i Terahiti emigrati e T. stesso, la notizia di An. 24,2, che gli « avi » del popolo ebraico, di cui è nominato espressamente T., « servivano altri dei » deve intendersi di un periodo anteriore. Tracce di paganesimo si trovano anche in seguito tra i Terahiti rimasti in Caldea (Gen. 31, 19; 35,2).

Ugual nome (ebr. Térah, Settanta Tazáh) ha una località del deserto, nominata in Num. 33, 27.

Giovanni Rinaldi

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“THARÉ (EBR. TÉRAH, SETTANTA ΘΆΞΑ, ΘΆΞΑ).” Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), p. 47. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/thare-ebr-terah-settanta-thaksa-thaksa.