THOUAR, PIETRO. - Educatore e scrittore, n. a Firenze il 23 ott. 1809; m. ivi il 1° genn. 1861.
Scolaro indisciplinato, passò come correttore di bozze prima presso V. Battelli, poi presso G. Vieusseux; qui ebbe modo di formarsi da sé una vasta e varia cultura. Ma a guadagnarlo all'apostolato costante a pro' dei fanciulli fu R. Lambruschini, che ne lodò assai gli scritti avuti in consegna e lo volle suo collaboratore nel periodico Guida dell'educatore. Nel 1841 fu alla Soprintendenza agli studi; nel 1848 direttore della Pia Casa di lavoro; nel 1860 direttore della prima scuola magistrale maschile, istituita a Firenze.
Iscritto alla « Giovane Italia », si diede pienamente alla educazione del popolo seguendo il movimento politico toscano. Con la mira di sostituire il lunario: Il Sesto Caio Baccelli, abbastanza scipito, pubblicò nel 1832, il Nipote di Sesto Caio Baccelli, più serio e più adatto ad educare il lettore, che, dopo una vita grama, cessò nel 1848, come finì il suo Giornale dei fanciulli. Opere riuscite assai bene e durate a lungo e con efficacia nelle scuole, sono: i due racconti popolari Una madre e Le testitore, i Racconti storici, i Racconti per i fanciulli e i Racconti per i giovinetti; nei quali la speditezza e chiarezza della lingua, la spontaneità del narrare, la vivacità del sentire si fondono in una serena pacatezza, che mira ad una lenta e sicura riforma del carattere. Prelude e apre la via al Collodi e al De Amicis, ma non sa sottrarsi dal troppo manifestare lo scopo morale e da una leccata prolissità.