Scolaro indisciplinato, passò come correttore di bozze prima presso V. Battelli, poi presso G. Vieusseux; qui ebbe modo di formarsi da sé una vasta e varia cultura. Ma a guadagnarlo all'apostolato costante a pro' dei fan-ciulli fu R. Lambruschini, che ne lodò assai gli scritti avuti in consegna e lo volle suo collaboratore nel perio-dico Guida dell'educatore. Nel 1841 fu alla Soprainten-denza agli studi; nel 1848 direttore della Pia Casa di lavoro; nel 1860 direttore della prima scuola magistrale maschile, istituita a Firenze.
Iscritto alla «Giovane Italia», si diede pienamente alla educazione del popolo seguendo il movimento poli-tico toscano. Con la mira di sostituire il lunario: Il Sesto Caio Baccelli, abbastanza sciptico, pubblicò nel 1832, il Nipote di Sesto Caio Baccelli, più serio e più adatto ad educare il lettore, che, dopo una vita grama, cessò nel 1848, come finì il suo Giornale dei fanciulli. Opere riu-scite assai bene e durate a lungo e con efficacia nelle scuole, sono: i due racconti popolari Una madre e Le tessitore, i Racconti storici, i Racconti per i fanciulli e i Racconti per i giovinetti; nei quali la speditezza e chia-rezza della lingua, la spontaneità del narrare, la vivacità del sentire si fondono in una serena pacatezza, che mira ad una lenta e sicura riforma del carattere. Prelude e apre la via al Collodi e al De Amicis, ma non sa sottrarsi dal troppo manifestare lo scopo morale e da una leccata prolissità.