TOSCANELLI DAL POZZO, PAOLO (Paulus Florentinus). - Matematico, astronomo, geografo, n. a Firenze nel 1397 ed ivi m. il 10 maggio 1482.
Studió a Padova col fratello Piero, conseguendo la laurea dottorale nel 1424; tornò poi a Firenze dove fu inscritto all'arte dei medici e speziali, ma non risulta che esercitasse l'arte medica. Umanista di larghissima dottrina, fu in rapporti di amicizia e di studi con F. Bruno, nell'antichità, C. Landino, P. Bracciolini, L. B. Alberti, Niccolò da Cusa, G. Müller (Regiomontano) e con altri dotti. Le sue opere matematiche ed astronomiche sono perdute (e anche una di agraria); resta un manoscritto contenente preziose osservazioni sulle comete, del tutto originali, che basterebbero ad avvalorare la sua fama, del resto concordemente riconosciuta ed attestata da contemporanei. Con uno gnomone costruito in S. Maria del Fiore riuscì a determinare l'obliquità dell'elittica. Il T. fu anche geografo, non più vincolato strettamente alla tradizione tolemaica, ma anzi ansioso di tenersi al corrente con i risultati di viaggi e navigazioni del suo tempo, come è attestato da interrogatori fatti a persone che convenivano a Firenze da paesi lontani: Tartari venuti dal Tanai, Etiopi giunti per il Concilio del 1441, ecc.
Ma le speculazioni più note nel campo geografico sono quelle che lo condussero a proporre alla corte portoghese (per mezzo di un ecclesiastico conosciuto durante un soggiorno a Roma) il progetto di raggiungere le Indie, ossia l'Asia orientale, navigando direttamente dalle coste iberiche verso occidente attraverso l'Oceano Atlantico. Il progetto, presentato al Portogallo nel 1474 col corredo di una carta dimostrativa, non sarebbe stato accolto, ma più tardi avrebbe servito di base alle iniziative di Colombo. La questione ha suscitato infinite controversie fra i critici moderni. Ormai può ritenersi sicuro che il progetto toscanelliano sia esistito così come la carta, oggi perduta (l'identificazione con una carta anonima conservata a Firenze non ha consistenza), che lo accompagnava. È anche certo che Colombo conobbe il progetto del T., ma una corrispondenza diretta fra i due sembra doversi escludere.